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Alcolismo giovani

SALUTE. Giovani sempre più in sovrappeso e “schiavi” dell’alcol: l’allarme degli oncologi

Adolescenti in sovrappeso oppure obesi conclamati. In Italia il 22% dei ragazzi under 18 è “in battaglia” quotidiana con il cibo in eccesso. E soltanto l’8,2% si dedica all’attività fisica almeno un’ora al giorno, accogliendo il suggerimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Dati piuttosto critici che emergono dalla fotografia scattata dagli esperti nel periodo post-pandemia da Covid-19. Il peggioramento degli stili di vita nei giovani non ancora ventenni preoccupa non poco. Specie se si va con la mente a prima dell’emergenza sanitaria quando il sovrappeso riguardava il 16,6% di questa fascia della popolazione e l’obesità il 3,2% dei ragazzi di 11, 13 e 15 anni (migliori all’epoca i livelli di attività fisica pari al 10% e comunque ben al di sotto del 19% registrato dalla media internazionale).

Altra problematica allarmante discende dall’abuso di alcol: in crescita soprattutto tra le ragazze quindicenni. Le donne che dichiarano di essersi ubriacate almeno due volte nell’arco della vita vanno oltre il 20%, mentre nel 2018 “si fermavano” al 16%.

Tornando agli stili di vita, va detto che peggiorano all’avanzare dell’età: circa il 30% degli adulti è totalmente prigioniero della sedentarietà e il 24% non rinuncia al fumo.

L’eccesso ponderale interessa oggi 17 milioni d’italiani over 18 (12 milioni 900mila in sovrappeso e 4 milioni 100 mila obesi). Ad avere “guai” con la bilancia il 27% dei giovani fra 18 e 24 anni, il 54% degli over 50 e il 59% di chi ha tra 65 e 74 anni.

«La prevenzione – a dettare l’agenda è la Federazione Oncologi, Cardiologi ed Ematologi – FOCE – va posta in cima alla lista delle priorità. Insieme al Ministero dello Sport e al Coni lanciamo la nuova edizione di Allenatore Alleato di Salute per promuovere stili di vita sani; progetto rivolto in primis agli adolescenti seppur strutturato a raggiungere tutti i cittadini, compresi gli over 65».

La riforma costituzionale sull’attività sportiva elemento essenziale del benessere psicofisico, rende allora indispensabili apposite campagne di sensibilizzazione mirate alla prevenzione primaria. A sottolinearne l’urgenza è proprio Francesco Cognetti, presidente FOCE, impegnato a promuovere gli accordi sottoscritti assieme a Ministero e Coni.

«La nuova edizione di Allenatore Alleato di Salute – dice – si colloca in questo contesto ed è una grande campagna nazionale per far comprendere a tutta la popolazione l’importanza dell’attività fisica e rendere lo sport uno degli elementi che accompagnano la quotidianità. Accanto allo stimolo, forte, a seguire una dieta sana, a dire no al fumo e all’abuso di alcol. Il complesso di queste azioni può avere un impatto importantissimo sull’incidenza di gravi patologie: dai tumori alle malattie cardiovascolari».

Realizzati 5 opuscoli informativi, da distribuire nelle scuole, su fumo, dieta, alcol, attività fisica e salute mentale. La pandemia ha avuto altresì ripercussioni negative sul benessere psichico dei giovani. Circa il 30% degli adolescenti soffre di disagio psicologico. Disagio che si palesa drammaticamente attraverso depressione e ansia.

«L’attività sportiva – conclude Cognetti – contribuisce a ridurre i disturbi dell’umore e a migliorare l’autostima. I comportamenti scorretti iniziano nella maggioranza dei casi da giovanissimi e l’allenatore può svolgere un ruolo importantissimo nell’influenzarli. La campagna avrà una ricaduta notevole sui Social: grande spazio sarà riservato sulla web tv Allenatore Alleato di Salute»