Alcolismo giovani

Dipendenze in Italia, l’allarme del Governo: dall’alcol al gioco d’azzardo, dagli psicofarmaci all’isolamento tra i giovani

Il 24 giugno 2026, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha presentato al Parlamento la Relazione annuale sul fenomeno delle dipendenze in Italia (con dati riferiti prevalentemente al 2025). Fotografa una realtà complessa: cala leggermente il tabacco, ma tra i minorenni preoccupano l’abuso di alcol, l’uso di psicofarmaci senza ricetta e il boom del gioco d’azzardo online. A questi si aggiunge l’allarme silenzioso dell’isolamento volontario (Hikikomori) e dell’uso problematico di Internet. Ecco tutti i dati presentati dal Governo.

Il documento evidenzia un importante cambio di prospettiva: la relazione non si chiama più “sulle tossicodipendenze”, ma genericamente “sulle dipendenze”. Questo cambiamento serve a sottolineare che oggi le dipendenze da sostanze (illegali e legali) sono sempre più strettamente legate a quelle comportamentali, specialmente tra i più giovani

Le sostanze legali e i farmaci tra i giovani

Accanto al consumo di sostanze illegali, tra i minorenni e gli studenti italiani rimane diffusissimo e preoccupante l’uso di sostanze psicoattive consentite dalla legge o accessibili tramite prescrizione medica.

Nel 2025, quasi 500.000 studenti minorenni (pari al 31% degli under 18) hanno fumato tabacco. Il fenomeno è in lieve calo rispetto all’anno precedente e registra una diffusione maggiore tra le ragazze rispetto ai ragazzi. 

L’alcol continua a rappresentare un rischio enorme per gli adolescenti. Circa 380.000 studenti minorenni (il 25% della popolazione scolastica under 18) hanno riferito di essersi ubriacati almeno una volta nel corso dell’anno. Anche in questo caso, le ragazze mostrano una tendenza al consumo eccessivo più alta rispetto ai coetanei maschi. 

Inoltre, un fenomeno particolarmente silenzioso ma rilevante è l’uso di medicinali psicoattivi (come ansiolitici o sonniferi) senza alcuna prescrizione del medico. Nel 2025, circa 180.000 minorenni (l’11%) ne hanno fatto uso. Le ragazze consumano questi farmaci senza ricetta con una frequenza che è quasi il doppio rispetto ai ragazzi. 

Il gioco d’azzardo (anche online)

Anche se la legge vieta il gioco d’azzardo ai minori di 18 anni, i dati mostrano che questa dipendenza comportamentale sta raggiungendo livelli altissimi tra i giovanissimi. Il 64% degli studenti minorenni ha giocato d’azzardo almeno una volta nella vita, e ben il 59% (circa 900.000 ragazzi tra i 15 e i 17 anni) lo ha fatto nel corso del 2025. 

Le modalità più comuni sono i biglietti “Gratta e Vinci” e le scommesse sportive (soprattutto calcistiche). Il 12% dei minorenni gioca invece sulle piattaforme online. 

Il 7,7% dei giovani mostra un profilo di gioco “a rischio” e il 6% ha un comportamento “problematico”. Spesso questi ragazzi associano il gioco d’azzardo ad altri problemi come atti di vandalismo, furti o uso di sostanze stupefacenti. 

Le nuove dipendenze digitali e l’isolamento sociale

La relazione dedica ampio spazio a come l’uso eccessivo della tecnologia e della rete si stia trasformando in una vera e propria dipendenza per i ragazzi sotto i 18 anni: circa 230.000 minorenni hanno un rapporto patologico con il web. Faticano a controllare il tempo passato online, tendono a dormire pochissimo e a trascurare le relazioni sociali reali. 

Più di 260.000 studenti minorenni (il 17%) mostrano un profilo di gioco con i videogame considerato a rischio. Quando non possono giocare, manifestano spesso forte irritabilità e difficoltà a controllare le proprie emozioni. 

Più di 26.000 minorenni (l’1,7%), inoltre, hanno riferito di vivere in uno stato di isolamento sociale volontario e completo da oltre sei mesi. Un altro 2,3% ha sperimentato periodi di ritiro più brevi (tra i 3 e i 6 mesi), spesso legati a forti disagi psicologici, familiari o relazionali. 

Il mondo digitale amplifica anche i comportamenti aggressivi: il 47% dei minorenni dichiara di essere stato vittima di bullismo online, mentre il 32% ammette di aver compiuto azioni offensive in rete (soprattutto i maschi). Inoltre, circa il 30% dei ragazzi ha provato l’esperienza del ghosting (interrompere improvvisamente e senza spiegazioni ogni contatto digitale con qualcuno), sia subendolo sia mettendolo in atto. 

L’importanza della prevenzione e della famiglia

I dati della Relazione sottolineano che una presenza educativa attenta, basata sul dialogo e sul supporto reciproco in famiglia, è il principale fattore protettivo per evitare che i giovani cadano nel poliutilizzo di sostanze o in comportamenti patologici. Per rispondere a questa crescente complessità, lo Stato ha stanziato oltre 160 milioni di euro nel 2025 per rafforzare la prevenzione scolastica, i servizi di cura sul territorio (SerD) e contrastare l’azzardo e le dipendenze comportamentali.