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L’Islanda agli Europei: un sogno nato sulle macerie dell’alcolismo

Normalmente, essere una delle prime otto classificate dell’Europeo è un grande risultato. Per l’Islanda, capace di dare filo da torcere al Portogallo e di battere l’Inghilterra, è stato un vero miracolo e non solo sportivo!

Fino a 20 anni fa, nel paese nordico, il calcio era un perfetto sconosciuto: le rigide temperature e lo scarso numero di campi da gioco non avevano permesso lo sviluppo di un’attività sportiva professionale.

Poi il governo decise all’improvviso di investire importanti risorse nello sport. Il motivo? L’Islanda contava un alto tasso di alcolismo giovanile. Si decise pertanto di utilizzare il calcio come strumento di lotta all’alcol. In poco tempo furono costruiti sei campi regolamentari indoor e circa 2000 campi più piccoli, tutti coperti e riscaldati grazie all’energia geotermica.

Il calcio divenne in breve tempo uno sport popolarissimo fra i ragazzi e i risultato di questa politica li abbiamo visti tutti: chi avrebbe mai pensato che una squadra tanto giovane fosse capace di mandare a casa la tenace Inghilterra?

I ragazzi bevono perché non hanno stimoli, perché non hanno mete da raggiungere, perché un vuoto inspiegabile li colma. Lo sport riesce a scacciare il vuoto e riempirli di una pienezza vera: lo stare insieme, il gioco, l’emozione per il gol, l’impegno. Speriamo che l’Islanda riesca a sconfiggere definitivamente l’abuso di alcolici e speriamo che anche altre nazioni seguano il suo esempio. S. B.