sponsor2.gifzamponi.jpg

CALCIATORI E BESTEMMIE: i più indisciplinati sul campo:

Postato in: Blog Nobestemmia.it |

Donnarumma evita il provvedimento, Buffon in passato ha chiesto scusa, Siligardi si è preso la squalifica per blasfemia. Tra esperti di labiale, cartellini azzurri e consonanti cambiate: ecco i giocatori beccati in flagrante dalle telecamere

Gigio Donnarumma graziato dal giudice sportivo per «mancanza di certezza assoluta». Le bestemmie tornano sotto i riflettori del mondo del calcio, ricercate ma non sempre certificate dalla prova tv. A farne le spese, questa settimana, è stato il vice allenatore della Roma Francesco Tomei, mentre il giovane portiere del Milan è riuscito a evitare la fastidiosa squalifica per espressioni blasfeme. D’altronde la norma esiste, è in vigore da tanti anni e, seppur da molti considerata severa, i giudici di gara è normale che tentino di applicarla.
Certo, i calciatori devono dare il buon esempio, ma il troppo rigore rischia di rovinare la partita.

Ne sanno qualcosa due squadre dilettantistiche del bergamasco, che si sono viste espellere tre giocatori in meno di un quarto d’ora: che a leggere il tabellino uno penserebbe ad una rissa furibonda e invece, a quanto pare, la partita non è neppure stata violenta. Magari nella foga, tra un contrasto e l’altro, si sono fatti sfuggire una parolina di troppo e l’arbitro ha applicato alla lettera il regolamento. Certo, se accadesse anche in Serie A probabilmente tra i tifosi succederebbe il finimondo, ma qualche esempio nel professionismo comunque c’è.

Il più celebre è il cartellino rosso che si beccò l’attaccante Marco Pacione nel 1993, a pochi secondi dal fischio d’inizio: «Un difensore mi colpì sul ginocchio, di lì la mia reazione». In passato hanno pagato – ma a partita finita – giocatori del massimo campionato come Luca Siligardi e Sergio Pellissier, quest’ultimo addirittura pizzicato dagli arbitri mentre imprecava negli spogliatoi. C’è anche chi si è salvato trasformando Dio in «zio» o in «diaz», come testimoniato dagli esperti di labiale chiamati a intervenire: certo, l’intenzione non cambia.

I commenti sono chiusi.