GIOVANI IN CODA PER COMPRARE ALCOL

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LE NOTTI DI FIRENZE / Giovani in coda per comprare alcolici. E aggirare il decreto covid
Il nostro giro in centro storico, tra i dubbi dei gestori dei locali e le imprudenze di molti ragazzi: “Stiamo bene, non ci serve la mascherina”
A pochi giorni dall’entrata in vigore del nuovo Dpcm che vieta - tra le altre cose - la vendita di alcolici da asporto dopo le 21, nel centro di Firenze si assiste al fenomeno di molti giovanissimi che, noncuranti delle nuove regole, si accalcano fuori dai minimarket per acquistare alcolici, ben oltre l’orario imposto dal nuovo decreto.

Nelle sere scorse infatti, dopo le 23, in pieno centro, una folla di giovani era in coda fuori da un minimarket per acquistare alcolici da asporto. Vani i tentativi di alcuni passanti di segnalare l’episodio alle forze dell’ordine nonostante il clima teso e le minacce da parte delle persone in coda, senza mascherina.

Un comportamento che oltre a violare le regole, rischia di vanificare gli sforzi di tanti commercianti, a partire dai ristoratori, che con impegno e sacrificio si adoperano per lavorare in sicurezza. “Dobbiamo tenere la mascherina fissa durante tutto il servizio, abbiamo ridotto la capienza della metà per permettere il distanziamento, e teniamo i contatti dei clienti per due settimane” spiega F., che gestisce un’enoteca a pochi passi da uno dei numerosi minimarket che popolano il centro storico.

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L’ultima spiaggia degli alcolisti

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Il gruppo termolese di auto-aiuto per chi soffre di dipendenza dall’alcol continua a richiamare nuove persone, soprattutto dopo il lockdown. Ne abbiamo incontrate alcune e raccolto le loro testimonianze.
Non ci sono solo adulti, ma anche giovani e giovanissimi, donne e uomini: escono allo scoperto solo tra di loro, aiutandosi reciprocamente attraverso il racconto della propria esperienza di dipendenza. Ciascuno trova nelle storie degli altri la propria storia, le proprie parole, la propria vita, schiacciata da una malattia, l’alcolismo, che condanna alla solitudine. Il gruppo è l’ancora di salvataggio, l’ultima spiaggia per questo gruppo di naufraghi coraggiosi che abbiamo incontrato a Termoli.
Non ci sono solo gli alcolisti in via di recupero: ogni domenica si riunisce anche un gruppo di loro familiari che cercano l’uno nell’altro il supporto necessario per sostenere, a loro volta, partner, figli o genitori nel loro percorso di uscita dal girone della dipendenza.

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Alcol e minori

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Busto, cocktail alcolici a quattro minorenni. Sanzionato un bar in corso Europa

Continuano i controlli su locali e movida da parte di polizia di Stato e polizia locale. Sabato gli agenti hanno trovato in un esercizio i quattro giovani, tutti sopra i 16 anni, intenti a consumare bevande alcoliche
Ancora occhi puntati sulla movida di Busto. Anche sabato 3 ottobre sono stati effettuati i consueti servizi serali in centro a Busto Arsizio da parte delle pattuglie del Commissariato della Polizia di Stato con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia e della Polizia Locale.

La serata è trascorsa tranquilla: del resto la presenza di gruppi di giovani nelle vie del centro si sta diradando rispetto al periodo estivo. L’unico episodio che ha richiesto l’intervento dei poliziotti è derivato dal controllo di un bar in corso Europa, dove le pattuglie hanno identificato tra gli avventori quattro minorenni intenti a consumare cocktail a base di alcolici anche ad alta gradazione.

Gli accertamenti effettuati sul posto hanno dimostrato che tutti e quattro i minori avevano acquistato le bevande nel locale e che i bicchieri erano stati loro somministrati dal personale dietro il bancone senza assumere informazioni sulla loro età.

Trattandosi di quattro minorenni di età superiore ai sedici anni, nei confronti del titolare sono previsti altrettanti verbali per violazioni amministrative sanzionate con ammenda da 250 a 1000 euro, ovviamente da moltiplicare per quattro.

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Alcolici ed assembramenti nei luoghi della movida

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Covid a Napoli, alcolici ed assembramenti nei luoghi della movida nonostante le ordinanze: «I ragazzi continuano a bere come se nulla fosse»
Non è cambiato nulla nei luoghi simbolo della movida partenopea. Spritz, birre e drink, continuano ad essere consumati tra centinaia di giovani assembrati in strada. Piazza Bellini, in barba alle ordinanze anti contagio emanate del presidente della regione Vincenzo De Luca, viene presa d’assalto come se nulla fosse. Non ci sono distanze e non ci sono mascherine. Solo tanti alcolici. Le notti all’insegna dei divertimenti proseguono senza tregua e sotto gli occhi di tutti. Soprattutto di chi, già prima della pandemia, denunciava le condizioni di invivibilità generate dal frastuono dei giovani in zona.
«Non c’è pace – afferma il presidente del Comitato Vivibilità Cittadina Gennaro Esposito – ed ora non c’è neanche sicurezza. Vediamo quanto sia facile eludere i controlli e contravvenire alle ordinanze, come se tutto fosse normale. Tra questi giovani nessuno indossa la mascherina e tutti bevono. Non ci sono distanze e tutti sono incuranti del picco di contagi che stiamo affrontando. I residenti, già presi in ostaggio precedentemente dalla movida selvaggia, ora sono in trappola. Hanno paura ad affacciarsi e non riescono più ad uscire. Ci sono anziani che devono riguardarsi dal pericolo del contagio che qui è qualcosa di incredibilmente reale. Ci sono assembramenti ad ogni angolo e gli alcolici continuano ad essere venduti, senza che nessuno intervenga».
Proprio per questo motivo, i membri del comitato nelle ultime ore, hanno inviato mail e segnalazioni video alle forze dell’ordine. Ma non solo. Sono state decine, nel corso di quest’ultima notte, le chiamate ai Carabinieri che purtroppo non hanno sortito l’effetto desiderato.
«Abbiamo chiamato più volte il 112 – continua Esposito – per segnalare quanto vedevamo dai balconi degli appartamenti in piazza. Purtroppo però i ragazzi hanno continuato a comportarsi in maniera irresponsabile sino a tarda notte. Ma la cosa peggiore è che tra loro continuavano a girare alcolici come se tutto fosse normale. Bisogna intervenire ora più di prima perchè adesso il pericolo è serio. Non si possono più consentire – da parte di nessuno – comportamenti irresponsabili e dannosi per tutti. E’ necessario mettere un freno una volta e per tutte a questo insopportabile menefreghismo».

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