ABUSO DI ALCOL, SCATTA IL DIVIETO

Postato in: Blog Nobestemmia.it |

Jesolo contro l’abuso di alcol tra i giovani: scatta il divieto
Firmata dal sindaco Zoggia l’ordinanza per contrastare l’abuso di alcol tra i giovani. Divieto anche a ferragosto

Il provvedimento emesso dal Comune si muove sulla stessa linea di quello varato negli ultimi anni per bloccare il fenomeno della “pasquetta alcolica” e del divertimento eccessivo tra i giovani e promuovere al contrario un atteggiamento responsabile nel consumo di sostanze alcoliche.

L’ordinanza
L’ordinanza siglata dal primo cittadino di Jesolo varrà per tutti i sabati notte, a partire dal prossimo 27 luglio e fino al 14 settembre e coinvolgerà il Lido di Jesolo, arenile compreso e avrà efficacia dalle ore 20.00 del sabato e fino alle 6.00 del giorno successivo.

In questo periodo e nelle fasce orarie indicate sarà vietata la vendita per asporto di bevande alcoliche di qualunque gradazione in contenitori di vetro e in lattine effettuata anche attraverso distributori automatici. Sarà consentita solo la vendita per asporto di bevande alcoliche per uso domestico con la prescrizione che i contenitori dovranno essere chiusi e sigillati in appositi involucri.

Sempre nella zona del Lido di Jesolo, arenile compreso, l’ordinanza prevede inoltre il divieto di detenzione di qualsiasi contenitore e consumo di bevande alcoliche di ogni gradazione su suolo pubblico, ad eccezione del consumo effettuato all’interno dei pubblici esercizi autorizzati alla somministrazione e nelle aree di pertinenza dei locali stessi.

Le sanzioni
Le limitazioni si applicheranno anche per il ponte di ferragosto a partire dalle ore 20.00 di mercoledì 14 agosto e fino alle ore 6.00 di lunedì 19 agosto. La violazione di quanto stabilito dal provvedimento comporterà una sanzione di 200 euro.

Comments Off

DIVERTIRSI DA SOBRI

Postato in: Blog Nobestemmia.it |

Divertirsi da sobri, a Bergamo venerdì sera “analcolico” nei locali della movida estiva
Un’iniziativa congiunta di Ats Bergamo, ASST Papa Giovanni XXIII, Progetto Safe Driver e Comune di Bergamo vuole sensibilizzare sulla guida in stato di ebbrezza e promuovere stili di vita sani.
Venerdì 19 luglio Bergamo sarà alcool free: presso i locali estivi della “movida” bergamasca (Spalti di Sant’Agostino, Goisis, Fabric, Trucca, San Michele) si porrà infatti l’attenzione sul divertimento senza alcol, con cocktail analcolici a prezzi calmierati, e verranno veicolate informazioni sui rischi collegati all’assunzione di bevande alcoliche, in particolare in relazione alla guida.

Inoltre, presso gli Spalti di Sant’Agostino, Goisis e Fabric, dalle 21 alle 2, i volontari e gli operatori del Progetto Safe Driver forniranno informazioni, proporranno il test dell’alcolimetro, distribuiranno alcoltest monouso, recluteranno “guidatori designati-Safe Driver”, distribuiranno opuscoli e gadget.

La serata rientra nelle iniziative del Progetto Safe Driver, collegate al tavolo “Notti in Sicurezza” e coordinate dagli operatori del SERD di Bergamo in collaborazione con Ats Bergamo e Comune di Bergamo (promotori ASST Papa Giovanni XXIII, Ats Bergamo, Comune di Bergamo, Polizia Locale, Polizia Stradale di Bergamo, CRI Comitato di Bergamo, Rotary Club Centenario Dalmine, Discoteca Bolgia – Dj’s from World, Associazione Genitori Atena, ASCOM).

Il problema alcol e guida (drinking and driving) è considerato strategico da parte delle autorità di tutti gli Stati europei (40.000 morti nei 15 paesi UE). È noto che tra i fattori umani l’uso di alcol è certamente quello più rilevante sia in termini di rischio relativo sia in termini di rischio attribuibile, data la grande diffusione dell’uso di alcol tra la popolazione. Il consumo di alcol è uno dei maggiori fattori che influenzano sia il rischio di incidenti stradali sia la gravità delle conseguenze di essi. In Italia gli incidenti alcol-correlati spesso avvengono di notte e generalmente nei fine settimana; coinvolgono frequentemente i giovani, essendo la fascia di popolazione che frequenta maggiormente i locali notturni.

Molti studi epidemiologici rilevano che la quota di incidenti stradali gravi e mortali attribuibili all’alcol è attorno al 50%. Un quinto di tutti i ricoveri urgenti sono alcol-correlati. Dal 10 al 30% gli incidenti gravi e mortali in ambito lavorativo sono alcol-correlati; di essi il 50% capitano alla guida di mezzi di trasporto. Dal 20 al 50% degli accessi al Pronto Soccorso per incidente stradale o lavorativo è correlato all’uso di alcol.

L’alcol alla guida è, in Italia e in Europa, la prima causa di morte dei giovani di età compresa tra i 16 e i 25 anni. Dal 15 al 20% dei giovani afferma di aver guidato e bevuto molto e di avere un grado di consapevolezza del rischio molto basso.

Si stima che almeno il 30% dei fermi per controlli dell’alcolemia sia positivo, con valori al di sopra della norma, e che attorno al 10% le persone fermate in stato d’ebbrezza presentano alcolemie maggiori a 150 mg/ml, quindi una condizione di rischio molto elevato, spesso associata ad uno stato di dipendenza dall’alcol.

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha stimato la perdita economica derivante dalla mortalità e dalla morbosità secondaria riferita ai soli incidenti stradali tra il 2 e il 4% del PIL. L’azione sull’uso di alcol durante la guida diventa indispensabile per raggiungere il risultato suggerito dall’OMS ovvero ridurre del 40% il numero degli incidenti stradali.

In sintesi, i fattori che influenzano la guida e la sicurezza stradale sono:

1. L’aumento dell’alcolemia;

2. L’assunzione contemporanea di droghe, farmaci e alcol;

3. La giovane età dei conducenti (maggior rischio);

4. Il bere periodico e in eccesso (binge drinking);

5. La guida spericolata, in ore notturne e in condizioni di stanchezza e sonno.

È evidente, sia dal punto di vista scientifico sia per le esperienze maturate a livello internazionale, la necessità di adottare strategie di ampio respiro; le strategie vincenti sono quelle che comprendono più livelli di intervento e che contribuiscono in modo attivo all’impatto sociale e sanitario all’incidentalità stradale. La guida è da considerarsi un contesto “alcool free”, al pari della gravidanza, lavoro, giovane età.

Comments Off

Trieste, bestemmia per una multa e ne prende un’altra da 102 euro

Postato in: Blog Nobestemmia.it |

Il curioso episodio si è verificato ieri in piazza della Borsa, fino al 1999 la bestemmia per era reato penale. Vicenda diventata virale.
Un episodio abbastanza singolare si è verificato a Trieste nella mattinata di ieri, precisamente in piazza della Borsa, dove un uomo, di cui non sono state diffuse le generalità per ovvi motivi di privacy, si è visto arrivare ben due multe, una dietro l’altra.

Il motivo della prima contravvenzione risederebbe nel fatto che il soggetto aveva parcheggiato la sua macchina di lavoro nei pressi di una zona adibita al carico e allo scarico merci.
Il veicolo sarebbe quindi rimasto in quella posizione oltre il tempo consentito, per cui la Polizia Locale ha deciso di procedere con la multa.

La situazione è però “precipitata” però quando il soggetto è tornato per riprendere la macchina, e quindi ha visto sul parabrezza il foglietto rosa, il quale appunto indicava che i vigili lo avevano multato.
La bestemmia
L’uomo si è molto adirato, talmente tanto che gli è scappata almeno una bestemmia.
A questo punto gli agenti non ci hanno visto più e gli hanno elevato un’altra sanzione di ben 102 euro. Secondo quanto riporta Il Piccolo di Trieste, pare che tra gli agenti e l’uomo ci sia stata un’animata discussione, e proprio nel corso di quest’ultima il soggetto avrebbe lanciato delle bestemmie.

Comments Off

Perché i ragazzi bevono troppo alcol

Postato in: Blog Nobestemmia.it |

Aumenta tra i giovani il consumo di alcol nel fine settimana, spesso causa di incidenti stradali. E si diffondono le bevute in compagnia anche tra i minorenni

Il 75% degli italiani consuma abitualmente alcol, soprattutto giovani e minorenni. A lanciare l’allarme è il Codacons, di fronte ai numerosi casi di incidenti stradali che hanno come protagonisti ragazzi che si mettono alla guida dopo aver bevuto alcolici. Tra i casi recenti c’è quello di un 18enne che a Milano ha imboccato un viale trafficato in motorino, contromano. «Il problema degli incidenti stradali legati all’alcol si sta riproponendo dopo anni in cui le cosiddette stragi del sabato sera erano calate, passando dalle 917 vittime del 2011 a meno di 300 nel 2016. Nel 2017 sono tornate a crescere, arrivando a 338 e ora attendiamo i dati del 2018» spiega Giordano Biserni, presidente dell’ASAPS, l’Associazione Amici Sostenitori della Polizia Stradale.

Ma il problema non riguarda soltanto il weekend: in estate il fenomeno sembra aumentare, a causa della chiusura delle scuole e della maggiore possibilità per i giovani e giovanissimi di trascorrere le serata fuori casa: «Secondo una ricerca condotta qualche tempo fa a Torino su 2000 ragazzi, tra il 10% e il 20% dei giovani di 11-15 anni ammette di essersi ubriacato almeno una volta nell’ultimo anno. Premesso che bere alcolici fa male, specie per i minorenni, non si tratta di un modo per festeggiare in allegria con gli amici, ma della spia di un disagio. C’è chi beve per farsi vedere e fare lo sbruffone, chi invece perché teme di rimanere isolato se non si adegua a quel tipo di comportamento. È frutto, comunque, di un problema relazionale crescente» spiega Roberto Di Monaco, sociologo all’Università di Torino e autore Adolescenti e alcol (Carocci editore) insieme a Silvia Pilutti e a Caterina Puglisi.

Comments Off

Tra i giovanissimi il boom delle “abbuffate alcoliche”

Postato in: Blog Nobestemmia.it |

Hanno tra i 18 e i 35 anni, bevono almeno 5 drink ogni settimana e preferiscono consumare superalcolici lontano dai pasti e in grande velocità. È il profilo dei giovani italiani tracciato da una ricerca dell’Istituto Toniolo e pubblicata per il Mulino all’interno del volume La condizione giovanile

LO STUDIO
Il testo che è appena arrivato in tutte le librerie dello Stivale, evidenzia come solo un giovane su 10 non sia solito bere nel corso di una settimana tipo mentre addirittura l’87,6%, consumi in media 5,3 drink alla settimana (con i maschi che tendono a bere più delle femmine, rispettivamente 6,1 contro 4,5 drink a settimana). Ma soprattutto la ricerca curata da Elena Marta, professore di psicologia sociale e comunità all’università Cattolica di Milano, delinea un profilo piuttosto preoccupante per quanto riguarda la sempre maggiore diffusione del fenomeno del binge drinking.

Vale a dire del consumo smodato di bevande alcoliche - principalmente drink realizzati con superalcolici e amari - concentrato in brevissimi periodi di tempo. Un’abitudine ormai consolidata per i weekend di almeno il 20% dei ragazzi italiani che, liberi da impegni scolastici e lavorativi, si lasciano andare in particolare il sabato (81,6%).
Al fenomeno delle abbuffate alcoliche però, fa da contraltare la ridotta percentuale di giovani, il 13,6% per l’esattezza, che beve alcolici ogni giorno (non necessariamente abusandone). Un dato che di fatto contraddice quella che è una caratteristica tipica della cultura del bere mediterranea tradizionale che prevederebbe il classico bicchiere di vino consumato durante i pasti. «La perdita di questo associazione dell’alcol ai momenti di conviviali - spiega la docente - è preoccupante perché in qualche modo abbassa le difese dei nostri ragazzi».
Lo studio conferma anche come il consumo di bevande alcoliche occasionale e al di fuori dei pasti sia la condizione più dannosa per le patologie e le problematiche legate all’alcol. Correlazione che peraltro, circa un anno fa, era stata dimostrata da una Relazione del Ministro della Salute Giulia Grillo al Parlamento sugli interventi realizzati in materia di alcol. In quell’occasione era anche stato evidenziato come in Italia siano particolarmente esposti gli adolescenti, che sono infatti considerati la fascia di popolazione più a rischio.

LE INDICAZIONI
A fronte di un’indicazione medica per cui fino ai 18 anni è decisamente sconsigliato consumare bevande alcoliche, secondo il Ministero ad oggi ben 800mila minorenni sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate.
Quella dell’eccessivo consumo di alcol è una cattiva abitudine che i giovani italiani acquisirebbero fin dall’adolescenza, età in cui avviene il loro esordio alcolico. In Italia, nonostante anche per motivi culturali si tenda ad avere delle prime esperienze alcoliche piuttosto precoci - basta pensare al classico sorso di vino offerto da un nonno o un genitore in qualche occasione particolare - il primo approccio con bevande alcoliche per un ragazzo su tre (33,5% del campione) avviene tra i 15 e i 16 anni e mezzo. Ma c’è anche una fetta consistente di loro (circa il 18%) che inizia a farlo addirittura prima dei 15 anni. «Non solo, tra i più giovani abbiamo anche rilevato che - continua la ricercatrice - il consumo di alcol delle femmine sia in netto aumento rispetto al passato. Quasi si trattasse di un modo per cercare di essere accettate dai loro coetanei con la differenza però che le reazioni e le conseguenze, a causa della diversa struttura fisica, sono senza dubbio più gravi».

Il Rapporto però mostra anche come la quantità di alcol consumata si modifichi a seconda delle diverse fasce di età. In particolare il consumo aumenta in maniera significativa dai 24 anni, raggiungendo un picco tra i 27 e i 29 anni, per poi osservare una flessione a partire dai 30. Un andamento, quello del consumo maggiore tra i 24 e i 29 anni, che è valido anche i comportamenti a rischio come il binge drinking e le ubriacature.

Comments Off

Napoli, De Laurentiis: “Sarri urla e bestemmia, non so come si adeguerà alla Juve”

Postato in: Blog Nobestemmia.it |

Napoli, De Laurentiis: “Sarri urla e bestemmia, non so come si adeguerà alla Juve”
Parole pesanti del presidente azzurro sull’ex allenatore: “Sarà bello vedere Ancelotti battere Maurizio”

Aurelio De Laurentiis risponde virtualmente a Sarri proprio nei minuti in cui l’ex allenatore azzurro si stava presentando alla Juventus: “La differenza tra Sarri e Ancelotti? Il primo è un uomo da stadio, da curva, uno che piace ai tifosi; Ancelotti è invece un’aziendalista. Sarà ancora più bello vedere quando Ancelotti batterà la Juve sul campo”. Il presidente azzurro attacca: “Sarri sta sempre in tuta, urla e bestemmia, vorrei proprio capire come si adeguerà allo stile della sua nuova squadra”.

Comments Off

Meno vino più drink, le abitudini degli italiani cambiano in peggio

Postato in: Blog Nobestemmia.it |

Il consumo di alcol in Italia sta cambiando decisamente e nella direzione peggiore: diminuisce l’uso moderato, si beve meno vino a tavola, e aumenta quello occasionale, il più rischioso per la salute. A dirlo è l’ultima Relazione del Ministro della Salute sugli interventi realizzati in materia di alcol e problemi correlati, trasmessa al Parlamento a fine aprile. I report fotografa l’evoluzione del consumo di alcol in Italia nell’arco di un decennio, rilevando circa 800 mila minorenni e 2.700 mila ultra sessantacinquenni tra i consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. Una popolazione in crescita, così come il numero di incidenti correlati all’uso di alcol e, non ultima, la spesa sanitaria.

Meno vino e birra in tavola e più alcol fuori pasto
Nel decennio 2007-2017 i consumatori in generale sono diminuiti, dal 68,2% al 65,4% della popolazione, ma a diminuire sono le persone che consumano alcol quotidianamente a tavola (dal 29,3% al 21,4%). Cresce invece il numero di persone che bevono alcolici occasionalmente, passati da circa il 39% al 44%, e anche chi beve fuori pasto (dal 25,6 al 29,2%).

Tuttavia, nel 2017 il consumo di alcol si è allargato rispetto all’anno precedente (+ 0,7) e su questo dato pesa l’aumento del consumo occasionale, salito dal 43,3% al 44%.

Sono sempre meno gli italiani che pasteggiano con un bicchiere di vino, il tradizionale uso nostrano di alcolici. Una modalità alimentare in cui il valore assegnato alla bevanda insegna peraltro il controllo e la moderazione. Per contro, purtroppo, cresce il consumo occasionale e puramente voluttuario di bevande alcoliche, un modello di uso generalmente più dannoso e maggiormente associato a malattie alcol-correlate e all’alcolismo.

Gli uomini bevono di più
Nel 2017 nella popolazione italiana con età superiore a 11 anni c’erano circa 8 milioni e 600 mila consumatori a rischio, vale a dire il 23,6% degli uomini e l’8,8% delle donne: una percentuale molto elevata. Le fasce d’età più interessate sono quella dei 16-17enni (M=49,3%, F=40,0%) – che non dovrebbero consumare bevande alcoliche – e quella dei “giovani anziani” (65-75 anni). Sono circa 800 mila i minorenni e 2 milioni e 700 mila gli ultra sessantacinquenni a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate. In generale, tra i soggetti a rischio sono più numerosi gli uomini delle donne in tutte le classi di età, ad eccezione di quella dei minorenni, dove invece le differenze non sembrano significative.

Tra i giovani va ancora il binge drinking
Tra i giovani va ancora il binge drinking, l’assunzione di numerose unità alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo. E’ la forma di consumo più diffusa e si mantiene sostanzialmente stabile. Nel 2015, la praticava 15,6% dei ragazzi tra i 18 e i 24 anni di età, il 22,2% dei maschi e l’8,6% delle femmine. Ma l’anno successivo, l’abitudine del bere sregolato si è estesa al 17% dei giovani, il 21,8% dei ragazzi e l’11,7% delle ragazze.

Più superalcolici, aperitivi e amari
I dati presentati fa confermano l’andamento già assestato negli ultimi 10 anni, caratterizzato dalla progressiva riduzione della percentuale dei consumatori che bevono solo vino e birra, soprattutto fra i più giovani e le donne. E, per contro, e dal parallelo aumento di quanti consumano, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici. A guidare il cambiamento di abitudini sono giovani e giovanissimi e in misura anche maggiore gli adulti oltre i 44 anni e gli anziani.

In aumento anche gli incidenti stradali
Questo cambiamento dei consumi ha anche conseguenze sociosanitarie. Nel 2017, sono stati 4.575 gli incidenti stradali per i quali almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza e 1.690 quelli sotto l’effetto di sostanze illegali, su un totale di 58.583 incidenti. Dunque circa l’8% degli incidenti rilevati dai Carabinieri e dalla Polizia Stradale è correlato ad alcol e il 2,9% a sostanze psicoattive illegali. Sono percentuali in aumento rispetto al 2015 quando erano pari al 7,6% e al 2,3%.

L’impatto sulla spesa sanitaria
Nel 2017 i Servizi pubblici per il trattamento dell’alcolismo hanno avuto in carico circa 68.000 pazienti, di cui il 27% nuovi utenti. I restanti sono soggetti in carico dagli anni precedenti o rientrati nel corso dell’anno dopo aver sospeso un trattamento. La diffusione dell’uso problematico di alcol e il consistente ingresso di nuovi pazienti si riflette, evidentemente, nell’aumento della spesa sanitaria per il trattamento dell’alcolismo. Secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco, nel 2017 i consumi e la spesa a carico del SSN per farmaci usati nella cura dell’alcolismo sono aumentati, rispettivamente, del 5% e dell’8%: un enorme incremento percentuale.

Riscoprire il gusto di un buon bicchiere di vino
Se questo è il quadro, è evidente che l’evoluzione dei modelli di consumo di alcol debba essere oggetto di grande attenzione politica e preventiva. Certamente, è indispensabile anche un maggiore impegno per il rispetto delle regole sull’acquisto e il consumo di bevande alcoliche da parte di minori. Ma serve anche maggiore impegno nella valorizzazione di una sana cultura del bere, con moderazione e raramente fuori pasto, come è nella nostra tradizione. Rivolgendosi soprattutto alle fasce della popolazione giovanile e veicolando norme, valori e simboli associati. Elementi culturali che possano essere “distillati” dal cervello in dinamiche cognitive che favoriscano la capacità di modulazione e inibizione dei centri impulsivi legati al bere puramente voluttuario.

Comments Off