DONNE E CASALINGHE: L’ALCOLISMO TRA LE MURA DOMESTICHE

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Donne e casalinghe: l’alcolismo tra le mura domestiche

VERSILIA - E’ un fenomeno silenzioso, quasi invisibile, quasi sempre nascosto tra le mura domestiche. Eppure l’alcolismo resta molto presente, anche in Versilia. Nel comprensorio costiero sono circa 300 le persone curate dal Serd, ovvero dal reparto specializzato della Asl.

Altre cinquanta famiglie con problemi di dipendenza da alcol vengono invece seguite da Acat Versilia, associazione di cinque club alcologici territoriali. E’ ancora una piccola percentuale in realtà quella di chi, non riuscendo a smettere di bere, chiede aiuto. Secondo i dati dell’associazione, si tratta in Versilia per lo più di soggetti over 40, nel 60% dei casi sono donne, molto spesso casalinghe.

C’è poi il fenomeno del binge drinking, diffuso soprattutto tra i giovani, in cerca di sballo occasione con un consumo estremo di alcol. Giovani spesso destinati a finire nella dipendenza.

Acat resta contraria all’imminente manifestazione Pietrasanta da bere, prevista domenica e lunedì in piazza Duomo. “Ma non siamo proibizionisti”.

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LA GROTTESE CONQUISTA I PLAY-OUT

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GROTTESE - SANTA CATERINA 1 - 0
GROTTESE: Ciotti, Pallotti, Marziali, Traini, Moscetta (70′ Tiberi), Del Dotto, Baldo, Cappella, Pezzani (65′ Koita), Raffaeli, Verducci R.. All. Moscetta.
SANTA CATERINA: Romanelli, Verducci S., Scafa, Mazzoleni, Spinozzi S., Scarciello, Ulissi (79′ Gjyla), Facciaroni, Achilli, Sanniola (69′ Fabiani), Spinozzi M.. All. Birilli.
ARBITRO: Tassi di Ascoli Piceno

RETI: 92′ Cappella

Montegranaro

Vittoria in zona Cesarini per la Grottese che batte il Santa Caterina nello spareggio per evitare la retrocessione diretta disputato in campo neutro a Montegranaro. In virtù di questo risultato il Santa Caterina retrocede direttamente in Seconda Categoria mentre la Grottese disputerà il playout in trasferta sul campo del Piane di Montegiorgio. Partita giocata sul filo dell’equilibrio con la Grottese più propositiva nel primo tempo ed il Santa Caterina più pericoloso nella seconda frazione di gioco. Dopo una fase di studio la prima occasione arriva al 28′ quando il Santa Caterina rischia una clamorosa autorete con il portiere Romanelli che si salva in extremis deviando la palla in calcio d’angolo. Un minuto dopo chance per Achilli ma il colpo di testa dell’attaccante viene respinto dall’estremo difensore Ciotti. Al 36′ buona opportunità per la Grottese con Verducci ma Romanelli in uscita riesce a ribattere la sua conclusione. Al 44′ calcio d’angolo di Raffaeli sfera che arriva a Cappella che conclude in porta troppo centralmente ed il portiere del Santa Caterina blocca senza troppi problemi. Nella ripresa parte meglio la squadra fermana che sfiora il gol con Facciaroni, palla sull’esterno della rete. Al 70′ viene giustamente annullato un gol al Santa Caterina per fuorigioco. Dopo una fase di maggior pressione della squadra di mister Concetti è la Grottese ad avere una ghiotta chance, all’ 80′ su schema da calcio di punizione Traini viene ben smarcato in area ma il giocatore si impappina e l’occasione sfuma. All’ 84′ colpo di testa di Achilli sugli sviluppi di un calcio d’angolo e sfera di poco a lato. Quando tutto lasciava presagire il prolungamento della partita ai supplementari arriva l’eurogol di Cappella che sblocca la partita. Il centrocampista giallorosso riceve palla al limite dell’area e con una conclusione perfetta infila la sfera alle spalle dell’incolpevole Romanelli. Nei restanti minuti di recupero il Santa Caterina si riversa in avanti trovando anche la rete del pareggio ma siglata in netta posizione di fuorigioco, segnalata prontamente dall’ assistente dell’arbitro Tassi. La squadra di mister Moscetta riesce a portare a casa il risultato e ha l’opportunità di giocarsi la salvezza nel playout in programma Sabato prossimo contro il Piane di Montegiorgio, per il Santa Caterina un’amara retrocessione diretta al termine di uno spareggio equilibrato e deciso dalla prodezza balistica di Cappella. Ottima la prestazione della terna arbitrale agevolata anche dal corretto comportamento di entrambe le compagini in campo.

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ABUSO DI ALCOL: CRESCONO I GIOVANI

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Rischio alcol per 8,6 mln italiani, crescono i giovani
Relazione del Ministero Salute, problema anche fra 65-75enni

In Italia sono 8 milioni e 600 mila i consumatori di alcol a rischio, 68 mila le persone alcol-dipendenti prese in carico dai servizi di cura, 4.575 incidenti stradali causati dall’uso di alcolici. I più a rischio sono ragazzi e ragazze tra i 16 e i 17 anni e i cosiddetti ‘giovani-anziani’, le persone tra i 65 e i 75 anni Emerge dalla Relazione al Parlamento trasmessa dal ministro della Salute Giulia Grillo alle Camere il 29 aprile. I dati sono stati elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità.
La prevalenza dei consumatori a rischio è stata nel 2017 del 23,6% per gli uomini e dell’8,8% per le donne, per un totale di oltre 8.600.000 persone, 6.100.000 maschi e 2.500.000 femmine.
L’analisi per classi di età mostra che la fascia di popolazione più a rischio per entrambi i generi è quella dei 16-17enni (47,0% maschi, 34,5% femmine), che non dovrebbero consumare bevande alcoliche e dei ‘giovani anziani’ tra i 65 e i 75 anni. Circa 700.000 minorenni e 2.700.000 ultra sessantacinquenni sono consumatori a rischio per patologie e problematiche alcol-correlate.
La bevanda alcolica maggiormente consumata è il vino (48,1%), seguito dalla birra (27,1%), dai superalcolici (10,3%) e dagli aperitivi, amari e digestivi (5,5%). Nel corso del 2017 si sono verificati complessivamente 39.182 accessi in Pronto Soccorso caratterizzati da una diagnosi principale o secondaria attribuibile all’alcol: 70% maschi e 30% femmine. I dati disponibili più recenti sui decessi totalmente attribuibili all’alcol si riferiscono al 2015, anno in cui in Italia sono stati registrati 1.240 decessi, di cui 1016 (81,9%) uomini e 224 donne (18,1%). Le due patologie che causano il numero maggiore di morti per entrambi i sessi sono le epatopatie alcoliche e sindromi psicotiche indotte da alcol.
Anche quest’anno si terrà a Roma, il 15 maggio, il workshop annuale Alcohol Prevention Day 2019, finanziato dal ministero della Salute e organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, avvalendosi della collaborazione con la Società Italiana di Alcologia (SIA), Associazione Italiana Club Alcologici Territoriali - AICAT e Eurocare.

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CENTOBUCHI - GROTTESE 2-0

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Centobuchi 1972 MP - Grottese: 2-0
CENTOBUCHI 1972 MP: Grande, Cardinali, Pietropaolo, Testa D. (20’s.t. Cuomo), Grossetti, Picchini, Gaetani, Puddu (35’s.t. Cipolloni), Paolini, Sciamanna F., Celi (41’s.t. Ricci). – All. Capecci Danilo.
GROTTESE: Ciotti, Pallotti, Marziali, Traini, Cappella, Jommi (34’s.t. Moscetta), Koita, Baldo, Pezzani, Raffaeli, Verducci. - All. Moscetta Michele.
Arbitro: Boiani di Pesaro
Reti al 30’s.t. Paolini e al 37’s.t. Celi.
Centobuchi – Il Centobuchi chiude la pratica Grottese con un metto 2 a 0, conquistando la disputa dei play-out seppur in campo avverso. Gara che rimane in bilico fino alla mezzora della ripresa, disputata a ritmo blando nel prima tempo e che si accende nel secondo tempo con emozioni da entrambi le parti, la spunta il Centobuchi condannando la Grottese allo spareggio con il Santa Caterina per evitare la retrocessione diretta. Sono pochi gli spunti nel primo tempo, al 4’ con Celi che recupera palla a centrocampo e mette in gioco Paolini che potrebbe portarsi ancora avanti ma preferisce calciare dal limite, sbagliando la mira, al 27’ e ancora Celi a calciare a volo ma il tiro è respinto in chiusura da Traini. Alla mezzora è la Grottese a farsi più audace, sulla palla Raffaeli che serve prima Baldo e da questi a Koita con l’azione sfuma sulle maglie della difesa locale. Prima del riposo ancora un’azione pericolosa del Centobuchi, assist di Celi per Picchini che però non trova la porta. La ripresa si apre con il Centobuchi in avanti, al 55’ su azione da corner a colpire di testa da ottima posizione è ancora Picchini che manda però fra le braccia del portiere. Qualche minuto dopo i biancorossi mancano clamorosamente il vantaggio, Verducci calibra un cross per Raffaeli che riesce a portarsi a pochi metri da Grande, tutti si aspettano la palla in fondo alla rete, ma il portiere biancoceleste si supera, compiendo una parata da vero campione. La Grottese prova a farsi un po’ più spregiudicata alla ricerca del vantaggio, ma come spesso succede nel
calcio nel momento migliore subisce gol; il Centobuchi approfitta dello sbilanciamento dell’avversario e al 75’ Paolini conclude in rete una palla recuperata e messa in area da Puddu ed è lo stesso Paolini che all’82’ propizia l’azione che vede Celi a fissare sul 2 a 0 il risultato finale.

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In aumento il consumo di alcol, nel 2030 berrà il 50% della popolazione

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In aumento il consumo di alcol, nel 2030 berrà il 50% della popolazione

Sempre più droga, sempre più alcol. Un bicchiere di buon vino una volta ogni tanto non uccide nessuno, ma la mancanza di equilibrio e gli eccessi provocano dipendenza e danni indescrivibili sul corpo umano.

Il mondo consuma sempre più alcol, e contrariamente alle indicazioni dell’Oms il trend continuerà almeno fino al 2030. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Lancet, secondo cui al 2030 metà della popolazione mondiale consumerà alcol e il 23% lo farà in modo eccessivo almeno una volta al mese.

Lo studio dell’università di Dresda, che si basa sui dati dell’Oms e del Global Burden of Diseases, ha calcolato che globalmente il consumo di alcol negli adulti è salito da 5,9 litri l’anno del 1990 a 6,5 litri del 2017, mentre nel 2030 arriverà a 7,6 litri. A determinare il trend sono soprattutto i paesi ad alto e medio reddito, il cui consumo cresce all’aumentare del tenore di vita.

Gli aumenti maggiori nel periodo si sono registrati in India e Vietnam, mentre Russia, Gran Bretagna e Perù hanno mostrato i cali più significativi. L’Italia secondo i dati presentati era tra i paesi che consumavano di più, tra 10 e 12 litri pro capite, nel 1990, ma il trend in calo l’ha portata nella media globale, tra 6 e 7,9. “Sulla base di questi dati – scrivono gli autori -, l’obiettivo dell’Oms di ridurre l’uso di alcol del 10% entro il 2025 non sarà raggiunto a livello globale.

Al contrario l’uso di alcol rimarrà uno dei fattori di rischio principali per la salute nel futuro prossimo, e anzi il suo impatto probabilmente crescerà”. Quanto emerge dall”Indagine sull’alcolismo in Italia.

Tre percorsi di ricerca’, realizzato nell’ambito delle attività previste dall’Osservatorio permanente Eurispes-Enpam su “Salute, previdenza e legalità”, lo scorso anno, lascia perplessi: l’alcol è la sostanza psicotropa che miete più vittime in termini di dipendenza, rispetto a fumo, droghe sintetiche e cocaina: dal 2008 al 2017 in Italia sono stati 435mila i morti per malattie alcol-correlate, incidenti, omicidi e suicidi ad esso dovuti. Non solo.

E’ la sostanza che dà più dipendenza, e si tratta di un fenomeno in ascesa: si beve ovunque, a qualunque ora, sempre più lontano dai pasti e soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione. Oltre 6 italiani su 10 mettono l’alcol in relazione alla convivialità, al relax, al piacere e alla spensieratezza (63,4%); solo un quarto, al contrario, lo associa a concetti negativi, come la fuga dai problemi, la perdita di controllo e il pericolo (25,6%).

L’indagine ha coinvolto giovani studenti, adolescenti, cittadini e medici. Il fenomeno è stato osservato attraverso tre diverse indagini campionarie, ciascuna delle quali disegna un quadro completo di come sono cambiate e stanno cambiando le abitudini “del bere” nel nostro Paese, di quanto sia diffuso e radicato il fenomeno tra i giovani, di come si è modificata l’immagine del consumatore, anche e soprattutto come conseguenza dei messaggi trasmessi dai media.

Sebbene il tema dell’alcolismo venga percepito dai cittadini italiani maggiorenni come problema sociale in modo meno netto rispetto a trent’anni fa (oggi lo ritiene un problema rilevante il 35,4% rispetto al 66% del 1984, anno della prima indagine Eurispes), emergono però frequenti eccessi nel consumo.

Infine, i giovani italiani iniziano a bere presto: oltre la metà dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha bevuto il primo bicchiere tra gli 11 e i 14 anni (52,8%), e la maggioranza netta degli adolescenti tra gli 11 e i 19 anni beve alcolici: oltre la metà lo fa “qualche volta” (51,6%), l’8,2% “spesso”.

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LA GROTTESE SBATTE SUI LEGNI DELLA PORTA DEL VILLA SANT’ANTONO

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GROTTESE - VILLA SANT’ANTONIO 0 - 1
GROTTESE: Ciotti, Donzelli (73′ Jommi), Marziali (88′ Pezzani), Traini, Del Dotto (50′ Koita), Tiberi, Pallotti, Cappella, Baldo, Raffaeli, Verducci. All. Moscetta.
VILLA SANT’ANTONIO: De Angelis, Pietrucci, Rossi, Taddei, De Santis, Fioravanti (87′ Gigli), Severo, Bianchini (72′ Hoxholli), Silvestri D., Silvestri G., Porfiri. All. Settembri.
ARBITRO: Serenellini di Ancona

RETI: 51′ Severo

Grottazzolina

Sconfitta casalinga per la Grottese contro il Villa Sant’Antonio, al termine di una partita in cui i locali possono recriminare contro la buona sorte dopo aver colpito, sul punteggio di 0 a 0, un palo ed una traversa. Primo tempo di netto predominio dei grottesi che si rendono pericolosi già al 2′ con una conclusione di Verducci ribattuta in angolo dal portiere ospite De Angelis. Pochi istanti dopo il Villa Sant’Antonio ci prova con un tentativo dal limite dell’area di Severo bloccato dall’estremo difensore Ciotti. Al 16′ punizione dal limite di Del Dotto, palla che colpisce in pieno il palo a De Angelis battuto. Al 21′ punizione di Del Dotto poco oltre la linea di centrocampo, colpo di testa di Traini e palla che colpisce la traversa, tra la delusione dei locali che imprecano per la cattiva sorte. Al 36′ altro tentativo della Grottese con una conclusione da fuori area di Cappella, sfera che termina di poco a lato. Nel finale di tempo il Villa Sant’Antonio prova ad allentare la pressione dei locali con un’interessante iniziativa sulla fascia sinistra di Porfiri ma nessun compagno di squadra è pronto a raccogliere il suo assist e l’azione sfuma. Nella ripresa si infortuna Del Dotto per i locali che non fanno nemmeno in tempo a risistemarsi a centrocampo che la squadra ospite passa in vantaggio. Azione di Silvestri D. che serve un preciso assist a Severo che infila la sfera alle spalle di Ciotti. Doccia gelata per la Grottese che subisce il contraccolpo e rischia di subire la seconda rete al 63′ quando il portiere locale con una splendida parata riesce a deviare la bella conclusione dal limite dell’area di Silvestri G.. I grottesi ci provano fino alla fine seppur in maniera confusionaria ma il risultato non cambia con gli ospiti che si aggiudicano il match per 0 a 1. Uno stop pesante per la squadra di mister Moscetta che complica i piani salvezza, costringendo i grottesi a giocarsi tutto nell’ultima partita in programma Sabato prossimo nello scontro diretto di Centobuchi. Per la squadra di mister Settembri una vittoria che apre scenari impensabili fino a qualche settimana fa con la possibilità per il Villa Sant’Antonio di giocarsi la vittoria del campionato nello scontro diretto casalingo contro la Monterubbianese.

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Alcol fra i giovani, in Trentino a rischio 15 mila consumatori tra gli 11 e i 24 anni

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L’aspetto positivo è che negli ultimi trenta anni il consumo medio pro capite di alcolici della popolazione trentina è calato da 13 litri a 9.

Ma c’è ben poco da “brindare”: due giovani su tre bevono. E un dato, in particolare, fa riflettere: i consumatori considerati ad alto rischio tra gli 11 e i 24 anni sono ben 15.000. Quindicimila ragazzi e ragazze (le differenze tra uomini e donne si sono molto assottigliate negli ultimi anni) che con birre, vino o superalcolici esagerano, sia nella quantità sia nella frequenza.

In tutto, senza distinzioni d’età, 80 mila persone in Trentino sono considerate consumatori ad alto rischio e di queste circa 13 mila hanno problemi con l’alcol e hanno subito dei danni (una volta venivano definiti “alcolisti”, ma oggi la classificazione e i nomi sono cambiati). Un quadro, insomma, preoccupante e da non prendere sotto gamba: spesso si tende a minimizzare, a non considerare questa bevande un potenziale problema ma solo un piacere, ma in realtà l’attenzione va tenuta alta.

Se non altro perché a livello nazionale le cosiddetta “mortalità alcol correlata” è di quasi 40 mila persone all’anno, rispetto alle 1.000 “droga correlate”.

A fare il punto della situazione è il dottor Luigino Pellegrini, da trent’anni impegnato nell’ambito del servizio di “Alcologia Centro Antifumo” dell’Azienda sanitaria.
Dottore, partiamo dalle buone notizie.
Il consumo pro capite è calato, ma con 9 litri a testa il Trentino resta quasi al top in Italia. Inoltre siamo ancora distanti dall’obiettivo dei 6 litri fissato nel piano 2025 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Rispetto agli anni Ottanta e Novanta la gran parte dei numeri e delle statistiche sono positive, ma c’è ancora molta strada da fare.
A cosa sono dovuti questi miglioramenti?
A una serie di norme e regole, oltre ai controlli e alla collaborazione con le scuole. Penso alle regole sul bere alla guida o al lavoro, che hanno salvato vite e “regalato” salute alle persone.
D’altra parte, come si dice, un bicchierino di vino a pranzo non può che fare bene…
Ecco, questa è una bufala, una credenza popolare che anche noi medici, sbagliando, abbiamo alimentato. Consigliare il consumo è sbagliato.
Perché la droga viene considerata un male mentre l’alcol, in fin dei conti, è tollerato? Dai dati che ci ha fornito i danni maggiori, almeno a livello numerico, li dà il bere.
L’alcol, rispetto a fumo e droghe, è culturalmente accettato e inoltre rappresenta qui da noi un grande indotto.

Insomma, col vino ci si mangia.
Esatto: il settore del vino vale milioni di euro. Ma da medico dico che se portiamo bottiglie in Cina stiamo portando lì anche dei costi socio sanitari altissimi. Il punto è che per il bere si fa la distinzione tra uso e abuso, cosa che non esiste per le droghe. L’unica distinzione che possiamo fare è nel 60% di trentini consumatori, che classifichiamo in basso, medio e alto rischio.
Torniamo ai giovani: c’è un identikit?
Rispetto agli anni Settanta si inizia a bere prima: dai 17 anni addirittura agli 11 attuali. Inoltre, se una volta il problema era tipicamente maschile, ora c’è una certa omologazione, anche se gli uomini restano in maggioranza. E anche tra periferia e città non ci sono differenze significative: la globalizzazione è anche territoriale. Tipologie? La birra soprattutto.
Come far diminuire quei 15 mila giovani ad alto rischio?
Non con il proibizionismo, che non serve a nulla, ma rendendo i cittadini consumatori informati e tutelati.
Capitolo sigarette: anche in questo settore i numeri migliorano?
Siamo passati dal 37% al 24% di fumatori, ma l’obiettivo provinciale entro il 2025 è di arrivare al 15%: per farlo è necessario far passare il messaggio sulla salute, sulla spesa e sull’impatto ambientale. Per quest’ultimo punto basti dire che in Italia ci sono 72 miliardi di mozziconi dispersi nell’ambiente.

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RAPAGNANO - GROTTESE 2-0

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Rapagnano 2
Grottese 0
RAPAGNANO: Forconesi, Biancucci, Mazzetti V., Cicconi, Silenzi M., Constà, Scriboni (74′ Fagiani), Iommetti, Montedoro (81′ Mazzetti M.), Conte, Viozzi (90′ Laici). All. Silenzi A.
GROTTESE: Ciotti, Donzelli, Marziali, Cappella, Moscetta (77′Caracini), Tiberi, Koita, Verducci (83′ Jommi), Baldo, Raffaeli, Pallotti. All. Moscetta
Arbitro: Organtini di Ascoli Piceno
Reti: 28′ Montedoro, 73′ Conte
Rapagnano - Non si ferma il Rapagnano che ottiene la terza vittoria consecutiva e con 48 punti si trova ora a ridosso della zona play-off. Divertente la partita vista al “Comunale” con diverse occasioni da rete create da entrambe le squadre. La prima capita agli ospiti quando al 7′ Keita serve Raffaeli che da ottima posizione spara alto. Con il passare dei minuti il Rapagnano prende in mano il gioco ed al 28′ si porta in vantaggio. Assist perfetto di Biancucci per Generoso Montedoro che con un tocco sotto di prima intenzione scavalca il portiere Ciotti insaccando il pallone all’incrocio dei pali. Ad inizio ripresa ancora Rapagnano con Montedoro che mette una palla a centro area dove Viozzi di piatto destro indirizza all’angolino ma Ciotti si allunga e con la punta delle dita evita il raddoppio rossoverde. Al 67′ la Grottese ha la grande opportunità per il pareggio; sulla splendida punizione calciata da mister Moscetta, Forconesi compie un intervento miracoloso col pallone che viene deviato sulla traversa e torna in campo dove Pallotti di testa in tuffo indirizza però sul fondo. Al 73′ il Rapagnano chiude la partita; assist di Montedoro per Giuseppe Conte che aggancia, dribbla il portiere e di piatto sinistro regala il raddoppio ai rossoverdi. Nel finale dopo una bella conclusione ospite con Raffaeli all’87′ il Rapagnano potrebbe realizzare anche il tris ma la conclusione di Iommetti viene respinta dal portiere.

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