SBRONZA PASQUALE

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Sbronza pasquale: tre giovanissimi soccorsi in un colpo solo in viale della Favorita

MANTOVA La nottata di divertimento è finita in pronto soccorso per tre giovani che hanno inaugurato il lungo week-end pasquale con una sbronza da coma etilico. Dai 19 anni del più giovane ai 21 del meno giovane, passando per i 20 anni dello “sbronzo di mezzo”; di fatto le lievi differenze d’età sono state livellate dal tasso di alcolemia nel sangue. I tre sono stati soccorsi verso le quattro dell’altro ieri in viale della Favorita nei pressi della discoteca Mascara. Da lì era partita la richiesta di intervento per tre persone che si erano sentite male in rapida successione. Poco dopo sul posto giungeva un’ambulanza di Porto Emergenza che trovava i tre bisognosi di smaltire l’alcol che avevano ingurgitato durante la serata. Nulla di grave, per fortuna, se non che si è trattato dell’ennesimo caso di soccorso per abuso di alcolici nei confronti di giovanissimi. Una piaga, quella dell’alcolismo tra i più giovane, spesso invisibile, che gli adulti tendono a non vedere quanto a sottovalutare. Da tempo le forze dell’ordine cittadine si sono imbarcate nella battaglia per prevenire questi fenomeni che spesso interessano i minorenni, tramite la chiusura temporanea di quegli esercizi che servono loro degli alcolici. Negli ultimi anni tra i più giovani si è registrata un’impennata di casi di alcolismo. Il week-end di Pasqua ha confermato la regola.

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PARI TRA GROTTESE E MONSAMPIETRO

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GROTTESE - MONSAMPIETRO MORICO 1 - 1
GROTTESE: Ciotti, Donzelli, Marziali, Traini, Del Dotto, Tiberi, Baldo, Cappella, Pezzani (58′ Koita), Raffaeli, Verducci. All. Moscetta.
MONSAMPIETRO MORICO: Paolucci, Bitti, Cancellieri, Forò S., De Carlonis, Forò C. (65′ Niccolini), Perugini, Rakipi, Polozzi, Del Gobbo, Garagliano. All. Birilli.
ARBITRO: Chiariotti di Macerata

RETI: 54′ Polozzi, 67′ Del Dotto (rig.)

NOTE: Espulsi al 70′ Del Dotto, 79′ Polozzi, 81′ Traini, 88′ Bitti

Grottazzolina

Finisce in parità la sfida tra Grottese e Monsampietro Morico. Pareggio giusto al termine di una partita vibrante e nervosa, complice un arbitraggio insufficiente del direttore di gara Chiariotti della sezione di Macerata. Nel primo tempo regna l’equilibrio con una leggera supremazia della squadra ospite ma non si segnalano occasioni da gol ed i portieri restano inoperosi. Nella ripresa la gara cambia totalmente e al 54′ il Monsampietro Morico passa in vantaggio con un perfetto calcio di punizione di Polozzi su cui nulla può il portiere locale Ciotti. La Grottese reagisce e al 64′ reclama per un netto calcio di rigore ma l’arbitro tra lo stupore generale inverte il fallo e assegna una punizione alla squadra ospite. Passano appena tre minuti e il direttore di gara questa volta assegna il calcio di rigore ai grottesi per un fallo di mano in area tra le proteste dei giocatori del Monsampietro Morico. Dal dischetto Del Dotto calcia in modo impeccabile spiazzando il portiere Paolucci. Al 70′ viene espulso lo stesso Del Dotto per un fallo a centrocampo che gli costa il secondo cartellino giallo. La parità numerica viene ristabilita al 79′ quando Polozzi viene espulso anch’egli per doppia ammonizione. Due minuti più tardi la Grottese resta in nove uomini per l’espulsione per somma di ammonizioni di Traini. All’ 88′ si ristabilisce nuovamente la parità numerica con il direttore di gara che estrae il cartellino rosso a Bitti per proteste. Nel finale viene annullato dapprima un gol ai locali e poi una rete agli ospiti ma in entrambe le circostanze le decisioni del signor Chiariotti sembrano corrette. Le due squadre provano fino all’ultimo a superarsi ma il risultato non cambia e la sfida termina sull’ 1 a 1. Da segnalare al termine della gara molto nervosismo e animi caldi sia in campo sia soprattutto sugli spalti.

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Alcol, binge drinking a 13 anni

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Alcol, binge drinking a 13 anni: giovani in ospedale con scompenso acuto

Cominciano già a 13 anni a bere per sballarsi, magari anche solo una sera a settimana. Qualche decennio dopo finiscono in ospedale dopo un weekend di bevute, e stanno già tanto male da rischiare la vita.

Cominciano già a 13 anni a bere per sballarsi, magari anche solo una sera a settimana. Qualche decennio dopo finiscono in ospedale dopo un weekend di bevute, e stanno già tanto male da rischiare la vita. “Lo scompenso acuto da alcol è un fenomeno preoccupate e insidioso, che si fatica a spiegare. Perché alcune persone bevono molto, regolarmente, per decenni prima di avere problemi, e ad altre basta un fine settimana di eccessi per sviluppare un danno simile?

Si fatica a capirlo, ma si pensa che entrino in gioco fattori genetici. Inoltre in un caso su due questi giovani pazienti ricoverati con forme acute muoiono”, spiega all’AdnKronos Salute Patrizia Burra, direttore Unità Trapianto multiviscerale Azienda ospedaliero universitaria di Padova, a margine dell’International Liver Congress 2019 in corso a Vienna.

“Il problema è che, anche in Italia, è cambiata la modalità di consumo degli alcolici – sottolinea il gastroenterologo Antonio Craxì dell’Università di Palermo – A 13-14 anni un terzo dei ragazzi e delle ragazze almeno una volta a settimana supera la dose di alcol raccomandata. Come ha dimostrato un recente studio condotto dal Policlinico Gemelli di Roma”, l’1,2% dei ragazzi tra 13 e 20 anni presentava una diagnosi di dipendenza da alcol. “E il danno legato agli alcolici lo vediamo in corsia: un quarto dei letti è occupato da pazienti sotto i 40 anni, spesso sotto i 30 anni. Pazienti con epatiti alcoliche acute e danno epatico, pronti al trapianto. Basti pensare che su 33 mila morti l’anno per cirrosi, 5 mila sono legate all’alcol”, aggiunge Craxì.

“Da noi – dice Burra – proponiamo il trapianto di fegato in persone con forma acuta di danno epatico da alcol, fino a poco tempo fa controindicato”. “Come Aisf (Associazione italiana studio del fegato) – riferisce – abbiamo proposto uno studio pilota, che coordino a Padova, su 30 pazienti giovani, di 30-50 anni, in ospedale per scompenso acuto da alcol. I pazienti sono stati sottoposti ad una attenta selezione psicologica, per valutare il contesto sociale e familiare in cui vivono. Finora 8 sono stati trapiantati, e abbiamo avuto una sopravvivenza nel 100% dei casi. Quanto ai non trapiantati, il 60% è morto entro 6 mesi”. “Il trapianto – conclude Craxì – è davvero salvavita per questi pazienti”.

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Alcolismo: perchè uscirne da soli è difficile

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Sempre più giovani e giovanissimi compromettono il futuro ogni giorno, perseverando nel vizio dell’alcool e sottovalutandone i rischi, per nulla sostenuti da genitori che sembra non sappiano offrire loro un buon esempio.

La dipendenza dall’acool è divenuto ormai un problema sociale anche in Italia. Un problema che sembravamo fosse confinato, per questioni culturali e climatiche, a nazioni come Regno Unito e Russia, oggi sembra coinvolgere numerosi ragazzi del Belpaese.
Si tratta di un fenomeno dai risvolti imprevedibili, che rischia di affliggere sempre più famiglie, perchè non sembra nascere da un unica causa. Appare piuttosto che la diffusione dell’alcool tra i giovani sia il risultato di una serie di fattori concomitanti, che non sembrano più coincidere con il substrato economico e sociale a cui spesso veniva associata la pratica di bere molto.
Il giovane alcolizzato di oggi non si ubriaca quasi mai per colpa della sua condizione di reietto della società, ma quasi per imporre uno status di appartenenza ad un’elite che, nel suo essere “sopra tutto e tutti” si concede il lusso di collezionare vizi, alla stregua di medaglie di valore.
Le conseguenze più gravi dello spirito emulativo da parte dei giovanissimi che provengono però da un tessuto socio-culturale più basso, rispetto ai loro idoli della “top class”, riguardano l’estrema difficoltà nel guarire da questa dipendenza, perchè circondati da cattivi maestri e da difficoltà finanziarie che cercano di nascondere dietro al collo di una bottiglia di vino da discount.

Scuola di bevute
Numerose ricerche di psicoterapia confermano come i minori facciano i primi sorsi di birra a 11 anni, diventando spesso dei bevitori abitudinari già a 13 anni, età in cui nei fine settimana si ubriacano. Condividere una bottiglia sembra un rito ormai consolidato perchè rappresenta il passepartout per entrare nel gruppo dei ragazzi più grandi ed essere accettati in un gruppo di teenagers che, come tratto caratteristico legato all’età, sembrano ricercare nello sballo la propria felicità. Nelle ultime generazioni, bere in età scolastica è un’attitudine assai ricorrente, alimentata da quella falsa convinzione, spesso rafforzata anche dai genitori, per cui bere la birra non è nulla di grave o bere un paio di bicchieri di vino rosso a pasto non può fare male. Eppure questo non corrisponde a verità, ma si tratta solo dell’ennesima bugia che si nasconde dietro al vizio del bere.

Le conseguenze più evidenti per chi alza il gomito già in adolescenza
Gli studi sembrano confermare come l’organo più colpito da una dipendenza etilica sia il fegato. Avere il fegato gonfio non è un condizione tipica solo degli alcolisti cronici, ma anche di ragazzi che a quella giovane età non dovrebbero bere neanche bibite gassate! Quando l’apparato epatico è in difficoltà, gli effetti negativi possono propagarsi su tutto il corpo e riuscire a condizionare anche il regolare funzionamento dell’attività cerebrale. Se una mamma nota un certo affaticamento nel figlio che spesso tende ad accusare fitte sul lato destro della pancia, specie in concomitanza di pasti abbondanti e ipercalorici, potrebbe trattarsi dei sintomi di un fegato più gonfio del normale e di un principio di alcolismo. Tra i danni fisici più significativi, ricordiamo anche le mani gonfie, sintomo del cattivo funzionamento della microcircolazione, strettamente collegata con i tessuti epatici.
Anche l’umore dell’adolescente può risentire della grande quantità di drinks e cocktail assunta ogni giorno. Di conseguenza il carattere di un ragazzo che beve quotidianamente, dalle birre alla spina ai cicchetti, può diventare più irascibile.
Per antonomasia un alcool addicted, come direbbero negli States, è un soggetto insolitamente violento, che utilizza le bugie per non ammettere a sè stesso e poi a chi lo circonda, di avere reali problemi con le bevande alcoliche. Lo sanno bene i tanti attori di Hollywood che come Ben Affleck si sono dovuti curare in qualche centro di riabilitazione nella speranza di non caderci mai più.

Come uscirne
Guarire dall’alcool non è facile, soprattutto se non si ha il giusto appoggio in famiglia. La scuola potrebbe far molto per non lasciare i ragazzi abbandonati al loro destino, ma quasi mai si impegnano in percorsi educativi finalizzati a insegnare ai più giovani quale tragedie esistenziali si nascondono dietro agli adulti dipendenti da bibite alcoliche. Una delle conseguenze secondarie di questo disagio è la depressione. Lo sa bene il governo giapponese che, oltre ad un’emergenza di alcolismo nei giovani, deve affrontare la piaga dei suicidi in età giovanissima. Questa mancanza di stimoli a reagire condiziona negativamente anche l’approccio al lavoro e non è raro assistere a dipendenti licenziati perchè alcolizzati o a causa di comportamenti associabili a questa malattia.
E’ la psicoterapia la disciplina più adatta ad aiutare chi vuole disintossicarsi dall’alcool, ma finora è andato incontro solo a pesanti ricadute. Purtroppo non è mai facile convincere un’adolescente a farsi seguire da un dottore ed è per questo che bisognerà raggirare l’ostacolo spingendolo a fare qualcosa di diverso. Si potrebbe ad esempio convincerlo a sottoporsi a idrocolonterapia, con la scusa che moltissimi tra i campioni sportivi che acclama, fanno ricorso a questa pratica per depurare l’organismo e sentirsi meglio. In effetti la pulizia del colon è un passo importante per migliorare la condizione di salute di un giovane alcolista, ma può essere anche l’occasione per far dialogare il ragazzo con un dottore che, in quel contesto “più neutrale”, potrebbe essere visto meno come un’intrusione nella propria vita privata.

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Roma, giallo bestemmie: rischiano De Rossi e Zaniolo

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Ieri sera la Roma è tornata alla vittoria, con un 1-0 di carattere sul campo della Sampdoria firmato da Daniele De Rossi. Il giorno dopo, però, sul web stanno circolando due video che rischiano di creare un problema per Claudio Ranieri e riguardano proprio il capitano e Nicolò Zaniolo.

GIALLO BESTEMMIA - Nel primo di questi si vede il giovane centrocampista che, dopo un tiro/cross sbagliato intorno al 53esimo minuto, impreca. Le immagini non sono chiare, ma il classe ‘99 sembra bestemmiare. Il secondo, invece, riguarda De Rossi che, dopo la rete decisiva, durante l’esultanza pronuncia anche lui una chiara bestemmia.

RISCHIO PROVA TV - Per quanto riguarda Zaniolo, il rischio per la Roma è che la Procura federale segnali al Giudice sportivo l’accaduto, visto che l’immagine è stata chiaramente ripresa dalle telecamere e mostrata da Dazn, che trasmetteva la partita. Su DDR, invece, il video potrebbe non essere acquisito, visto che - al momento - non sono circolate immagini tv che testimonino l’episodio.

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Azzurra mariner - Grottese

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Azzurra Mariner 2
Grottese 0
AZZURRA MARINER: Perozzi, La Grassa, Voltattorni, Carboni, Carfagna, Silvestri, Cameli, Chiappini, Amabili, Neroni, Testa. A disp. Marcozzi, Traini, Massi Oscar, Massi Mauro, Nespeca, Curzi, Cavazzini. All. Amadio
GROTTESE: Ciotti, Donzelli, Marziali, Traini, Del Dotto, Cappella, Koita, Verducci, Baldo, Raffaeli, Iommi. A disp Coda, Di Marco, Pallotti, Tiberi, Moscetta, Pezzani, Brancozzi. All. Moscetta
Arbitro: Pasqualini di Macerata
Reti: 32’ Amabili, 82’ Neroni

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SQUALIFICA IN VISTA PER STURARO

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Udinese-Genoa, Sturaro bestemmia in campo: squalifica in vista?

Qualche frustrazione di troppo quella espressa in campo da Stefano Sturaro durante il delicato match tra Udinese e Genoa, valevole per la ventinovesima giornata del campionato di serie A 2018/2019. Il centrocampista del Grifone viene pizzicato dalle telecamere mentre si lascia andare in quella che appare come un’inequivocabile bestemmia visto il momentaneo svantaggio della sua squadra contro i friulani.

L’ex mediamo della Juventus rischia così una squalifica a seguito della prova tv, qualora fosse accertata l’imprecazione.

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DIPENDENZE SVIZZERA: STABILE CONSUMO ALCOL E TABACCO

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Dipendenze Svizzera: stabile consumo alcol e tabacco tra giovani

Il consumo di alcol, sigarette e canapa tra i quindicenni è rimasto all’incirca sui livelli registrati nel 2014. Nel 2018, però, la metà dei ragazzi e un terzo circa delle ragazze ha detto di aver fumato almeno una volta una sigaretta elettronica.

Un’inchiesta svolta da “Dipendenze Svizzera” su incarico dell’Ufficio federale della sanità pubblica, indica che nel 2018 il 10% dei ragazzi quindicenni e l’8% delle loro coetanee hanno fumato almeno una volta alla settimana una sigaretta (nel 2014 erano il 12% e il 9%). L’11% dei maschi (10% quattro anni prima) e il 4% (6%) delle ragazze nello stesso lasso di tempo hanno inoltre bevuto alcol.

Stabili i dati relativi al binge drinking, ossia l’assunzione smodata di alcol finalizzata al rapido raggiungimento dell’ubriachezza: nei 30 giorni precedenti l’indagine, il 27% dei ragazzi e il 24% delle ragazze quindicenni hanno detto di aver bevuto almeno una volta cinque o più bevande alcoliche in un’unica occasione. Quanto al consumo di canapa illegale è stata registrata una leggera flessione: il 14% dei maschi (15% quattro anni prima) e il 9% (10%) delle ragazze hanno detto di averne fatto uso almeno una volta nel mese che ha preceduto l’inchiesta.

Lo studio fornisce per la prima volta dati riguardanti nuovi prodotti contenenti nicotina: tra i ragazzi il 51% ha detto di aver provato almeno una volta la sigaretta elettronica, mentre tra le loro coetanee la percentuale si è attestata al 35%. Si tratta di tassi più elevati rispetto alle sigarette tradizionali.

Il 21% dei ragazzi e il 13% delle ragazze quindicenni hanno inoltre detto di aver svapato almeno una volta nei 30 giorni precedenti l’indagine. “Ciò è preoccupante”, afferma “Dipendenze Svizzera”, perché i giovani di questa età non dovrebbero fumare né tabacco né sigarette elettroniche. Lo studio è stato svolto su un campione di circa 11′000 giovani provenienti da tutte le regioni del paese.

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LA GROTTESE VINCE IN RIMONTA

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Piane MG 1
Grottese 3
PIANE MG: Tassotti, De Carolis, Nwanze, Ripani, Piergentili, Silenzi, Hihi (91’ Benaich), Moroni, Vitali, Di Nicolò (86’ Battilà), Ledda (65’ Rosetti). A disp. Mariani, Sako, Ribichini, Cesari. All. Fratini
GROTTESE: Ciotti Donzelli Marziali Traini Del Dotto Cappella Koita Verducci Baldo Raffaeli Jommi (80’ Pallotti). A disp. Coda, Tiberi, Di Marco, Caracini, Moscetta, Pezzani. All. Moscetta
Arbitro: Valerio Paoloni di Ascoli Piceno
Reti: 43’ Hihi, 52’ Traini, 73’ Marziali, 94’ Koita
Piane di Montegiorgio – Brutto scivolone interno del Piane MG contro una diretta concorrente per la salvezza. Dopo un primo tempo che ha visto il predominio della squadra locale, concretizzato allo scadere dalla rete di Hihi con un bel sinistro, nella ripresa la musica è cambiata. Subito il pareggio con una mezza rovesciata di Traini, susseguente ad azione da corner, lo stesso giocatore al 65’ ha la palla del raddoppio, ma il suo calcio di rigore viene parato da Tassotti. Il vantaggio è nell’aria: al 73’ girata di Raffaeli, Tassotti respinge e Marziali da pochi passi mette in rete. Nel recupero con i locali in avanti, Koita in contropiede scarica un bel destro che finisce in rete, fissando un risultato molto importante per la Grottese.

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