LA GROTTESE RITROVA I 3 PUNTI

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GROTTESE - SANTA CATERINA 2 - 1
GROTTESE: Ciotti, Donzelli, Pallotti, Traini, Del Dotto, Tiberi, Caracini (80′ Di Marco), Cappella, Baldo, Raffaeli, Verducci. All. Moscetta.
SANTA CATERINA: Vallesi, Scarciello, Scafa, Mazzoleni, Spinozzi, Torresi, Fabiani, Facciaroni, Achilli, Sanniola, Goglia (9′ Gjyla - 68′ Moreschi). All. Concetti.
ARBITRO: Mancini di Ancona

RETI: 35′ Traini, 60′ Fabiani, 69′ Baldo

Grottazzolina

Vittoria di platino per la Grottese al cospetto del Santa Caterina. Entrambe le squadre devono fare di necessità virtù per sopperire alle assenze e non possono schierare la migliore formazione. Dopo una ventina di minuti di studio, al 21′ prima occasione della partita con un colpo di testa a botta sicura di Achilli ben respinto dal portiere locale Ciotti. Al 35′ alla prima chance importante la Grottese sblocca il risultato. Ottima palla recuperata da Raffaeli che serve un perfetto assist a Traini che in spaccata sigla la rete del vantaggio. Nei restanti minuti della prima frazione di gioco non si registrano occasioni degne di nota e le squadre vanno negli spogliatoi col risultato di 1 a 0. Nella ripresa parte forte la squadra ospite che al 60′ riesce a pareggiare con un preciso tiro dal limite dell’area di Fabiani che si insacca nell’angolino basso della porta difesa dall’estremo difensore Ciotti. Il Santa Caterina sembra avere più energie ma la Grottese mette il cuore oltre l’ostacolo e al 69′ trova il gol che vale la vittoria. Splendida combinazione tra Raffaeli, Traini e Baldo e quest’ultimo è abile a superare con un preciso tocco sotto l’uscita del portiere Vallesi portando nuovamente in vantaggio la squadra di Grottazzolina. Il Santa Caterina prova fino alla fine a pareggiare ma i ragazzi di mister Moscetta, riescono a contenere le sfuriate ospiti ed a conquistare tre punti molto importanti per la classifica. Buono l’arbitraggio del signor Mancini della sezione di Ancona.

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ALLARME DEI GENITORI

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Allarme dei genitori: alcol e porno minacce per minori

Dalla ricerca emerge che il 65% dei pub, bar e discoteche frequentati dai ragazzi vendono bevande alcoliche senza controllare l’età dei consumatori. E quasi la meta’ dei baristi, il 48%, continua a vendere alcol nonostante lo stato di ubriacatura dei minorenni

ROMA – Bevande alcoliche, sigarette e cannabis e siti
porno sono troppo accessibili ai minori. E’ l’allarme lanciato dal Moige, il movimento italiano genitori. I dati della ricerca presentata in Senato dal titolo ‘Venduti ai minori’, effettuata su un campione di 1.388 giovani tra gli 11 e i 17 anni, si riferiscono all’insieme dei problemi che possono coinvolgere i giovani: alcol, tabacco, cannabis fino al gioco d’azzardo, pornografia e videogiochi. Dalla ricerca emerge che il 65% dei pub, bar e discoteche frequentati dai ragazzi vendono bevande alcoliche senza controllare l’età dei consumatori. E quasi la meta’ dei baristi, il 48%, continua a vendere alcol nonostante lo stato di ubriacatura dei minorenni.
Preoccupano anche i capitoli pornografia e cannabis. Sul primo fronte il Moige sottolinea che non sono adeguatamente utilizzati i filtri per l’accesso, tramite smartphone, tablet e pc, ai siti pornografici. E poi solo il 15% dei rivenditori di connessione, prosegue l’indagine, hanno avvertito del rischio pornografia utilizzando i device con le loro connessioni. Ben il 56% dei rivenditori dei videogiochi vende ai minori dei videogiochi 18+ cioè con contenuti violenti o volgari.
Rispetto all’uso delle droghe leggere, dall’indagine emerge che nel 68% dei ‘cannabis shop’ il prodotto e’ stato venduto anche ai minorenni: in 7 negozi su 10, si legge nella ricerca, erano assenti indicazioni relative all’uso del prodotto per i minorenni: nel 30% dei casi non erano presenti cartelli, nel 35% i ragazzi dichiarano di non averci fatto caso, quindi non erano esposti in luogo visibile.
Infine il gioco d’azzardo e il fumo. Sul primo fronte, al 62% dei minori, denuncia il Moige, non è stato mai chiesto il documento per verificarne l’età ed in un caso su due il rivenditore non si è rifiutato di far giocare d’azzardo il giovane.
Per l’accesso alle sigarette l’accesso dei minori avviene attraverso le tabaccherie, considerando invece l’acquisto tramite i distributori automatici il campione della ricerca sostiene di aver aggirato il problema della verifica dell’età facendosi prestare la tessera sanitaria da un amico più grande per 66% dei casi. Dato preoccupante infine: il 15% segnala che la verifica dell’età non era attiva.

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ANCORA TROPPE BESTEMMIE NEL CALCIO MINORE

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Ancora troppe bestemmie nel calcio minore: “Ogni turno una squalifica”
Gli effetti delle nuove normative anti violenza non cancellano la maleducazione

Il pugno di ferro, a livello normativo, è contro le violenze nei confronti degli arbitri di calcio. Ma in un’isola felice come Vercelli, oggi il pugno nello stomaco arriva da un altro dato: ogni settimana il giudice sportivo esamina una squalifica per bestemmia. Che poi anche questa è violenza. La Figc, d’intesa con i vertici dell’Aia (associazione italiana arbitri di calcio), ha da poco deliberato l’introduzione dell’articolo 11 bis «Responsabilità per condotte violente nei confronti degli ufficiali di gara» modificando l’articolo 19 del Codice di Giustizia Sportiva. Il giro di vite naturalmente riguarderà anche gli incontri dilettantistici (specialmente giovanili, spesse volte teatro di risse) nella nostra provincia. I calciatori e i tecnici che aggrediscono l’arbitro verranno puniti con la sanzione minima di un anno di squalifica. Gli anni salgono a due se la lesione personale è attestata con referto medico rilasciato dall’ospedale.

Francesco Bolco è alla guida della sezione Aia provinciale da 6 anni: il suo mandato scadrà a maggio 2020. «Vercelli per fortuna è un’isola felice, per così dire. Basti pensare che negli ultimi anni si è registrato un solo caso di violenza: si trattava di un match giovanile disputato a Pontestura in cui il direttore di gara subì un’aggressione con referto ospedaliero. Da quando sono io presidente di sezione non ricordo casi particolarmente gravi, ma su scala nazionale purtroppo si assiste ancora a troppi episodi incresciosi. Auguriamoci quindi di proseguire sui binari della correttezza e del rispetto delle regole».

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PESANTE SCONFITTA IN CASA DELLA GROTTESE

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GROTTESE - CENTOBUCHI 0 - 4
GROTTESE: Coda (46′ Ciotti), Donzelli (77′ Marziali), Pallotti, Traini (77′ Caracini), Del Dotto, Tiberi, Koita (27′ Jommi), Cappella, Pezzani (51′ Verducci), Raffaeli, Baldo. All. Moscetta.
CENTOBUCHI: Grande, Cardinali (70′ Cipolloni) , Pietropaolo, Testa D. (87′ Sabatini), Grossetti, Picchini, Puddu, Gaetani, Paolini (79′ Ricci), Ruggieri (72′ Testa L.), Celi (76′ Amandonico). All. Capecci.
ARBITRO: Capponi di Macerata

RETI: 32′ e 67′ (rig.) Paolini, 41′ Ruggieri, 50 (rig.) Celi

Grottazzolina

Sconfitta casalinga roboante per la Grottese contro un pimpante Centobuchi. Troppo brutta per essere vera la squadra di casa vista oggi con gli ospiti che hanno vinto meritatamente. Dopo una prima mezz’ora di equilibrio con qualche sortita offensiva da una parte e dall’altra, al 32′ il Centobuchi sblocca il risultato con Paolini che, lanciato sul filo del fuorigioco, supera il portiere Coda in uscita portando la propria squadra in vantaggio. Passano nove minuti e gli ospiti raddoppiano; Ruggieri con un tocco sotto-porta infila la sfera alle spalle dell’estremo difensore Coda. Nella ripresa i locali provano a riaprire la gara ma dopo appena cinque minuti arriva la terza rete del Centobuchi con Celi su calcio di rigore. La rete subita taglia definitivamente le gambe alla Grottese che non riesce ad organizzare una reazione degna di nota ed a metà frazione arriva anche la quarta rete ospite. Il direttore di gara assegna un altro calcio di rigore al Centobuchi, questa volta in maniera molto generosa e dagli undici metri Paolini batte il subentrato portiere locale Ciotti. Di fatto il match termina qui con la squadra di mister Capecci che controlla la partita mentre la squadra di mister Moscetta ha già la testa negli spogliatoi e non riesce neanche a realizzare il gol della bandiera. Risultato pesante per la squadra di Grottazzolina che ora dovrà reagire subito, soprattutto in questo inizio del girone di ritorno che vedrà la Grottese affrontare consecutivamente altri due scontri diretti per la salvezza contro Santa Caterina e Jrvs Ascoli.

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INSULTI E BESTEMMIE ANCHE NEL CALCIO FEMMINILE

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Perché fanno notizia gli insulti e le bestemmie nel calcio femminile?
Morace, allenatrice del Milan, accusa le avversarie di aver insultato e bestemmiato in campo. Che a noi sembra la normalità: non si fa, ma succede come con gli uomini

“Sentire le bestemmie è stato uno spettacolo indecoroso”
«Sentire le bestem­mie in campo è stato uno spettacolo indecoroso ­- ha detto­ -. La Pink Bari ha una dirigenza ottima e competente, ma alcune loro gioca­trici non hanno capito che il calcio femminile sta cre­scendo in tutto e devono cambiare atteggiamento». Che è già un ragionamento diverso. Come a dire: occhio che non si può continuare come se non ci seguisse nessuno, perché non è più così. L’Italia femminile si è qualificata per i Mondiali ed è bene che ci si uniformi a regole universalmente riconosciute.

La presidentessa del Bari, Alessandra Signorile, ha poi dichiarato: «Sono rimasta perples­sa dalle sue dichiarazioni. Cre­do siano state davvero eccessi­ve». «Ero in panchina, una partita con sole tre ammonite non può essere definita violenta. C’è stato solo un battibecco poco educato tra Morace e una mia calciatrice, che ha risposto a un epiteto. Inoltre, sapesse quante volte, dagli spalti e in campo, ci dicono “terún”!».

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BRUTTA SCONFITTA DELLA GROTTESE

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Villa Sant’Antonio 4
Grottese 0
VILLA SANT’ANTONIO: De Angelis, Cappelli (88’ Porfiri), Rossi, Fioravanti (68’ Gigli), De Santis, Petracci (86’ Cerreto), Hoxholli (72’ Oddi), Gaspari, Davide Silvestri, Severo, Giorgio Silvestri (61’ Pietrucci). ALL. Settembri.
GROTTESE: Coda, Marziali, Pallotti, Caracini (59’ Di Marco), Tiberi, Cappella, Donzelli, Baldo, Jommi, Raffaeli, Verducci. ALL. Moscetta.
Arbitro: Piunti di San Benedetto del Tronto
Reti: 36’ (rig.) e 85’ Davide Silvestri , 48’ Hoxholli, 54’ Giorgio Silvestri.
Castel di Lama - Dopo la brutta sconfitta di Piane di Montegiorgio, la squadra di Settembri è chiamata ad una prova d’orgoglio, per uscire dalle posizioni calde della classifica e la risposta è delle migliori. La Grottese ha diverse defezioni e dal canto suo scende in campo cercando di uscire indenne dal “Toni Stipa”. Dopo mezz’ora di gioco non certo brillante, che comunque vede i locali più determinati a cercare la via del gol, al 36’ Hoxholli va via in area di rigore e viene trattenuto per la maglia, l’arbitro Piunti appostato a due passi concede il penalty. Dal dischetto Davide Silvestri spiazza Coda. Inizio di ripresa che vede il raddoppio proprio ad opera di Hoxholli che di testa supera l’incolpevole portiere. La retroguardia ospite messa costantemente sotto pressione, sbanda pericolosamente e il bravo Coda compie almeno due parate fondamentali per tenere i suoi a galla, almeno fino al 54’ quando Giorgio Silvestri calcia al volo una palla rinviata dalla difesa, trovando un eurogol che vale il 3-0. Al 62’ De Angelis neutralizza un rigore all’esperto Raffaeli, per il portiere locale è il secondo rigore di fila parato in questa stagione. Al 85’ azione travolgente di Oddi che calcia da fuori area, Coda smanaccia come può, ma Davide Silvestri è lesto a ribadire in rete per il definitivo 4-0.

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COME PERDERSI IN UN BICCHIERE

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Come i giovani si perdono in un bicchiere…La piaga sociale dell’alcolismo giovanile

Il consumo di alcol a rischio è un fenomeno in costante evoluzione e una patologia sociale e sanitaria ancora misconosciuta e sottovalutata.

Secondo recenti stime attuate dall’Istat la quota di “consumatori a rischio”, potenzialmente suscettibili di un intervento di carattere sanitario, è in Italia pari a circa 9 milioni di individui, di tutte le fasce d’età e di entrambi i sessi, infatti, al di sotto dell’età legale sono circa 475 mila i minori a rischio. Questi dati fanno dell’Italia la Nazione in cui i bambini sono in assoluto i più precoci d’Europa, in media già consumatori di alcolici verso gli 11 – 12 anni, anche se in realtà, in molti casi, l’approccio è sicuramente più prematuro.

Inoltre, sebbene l’Italia continui a occupare un posto tra i più bassi nella graduatoria europea per consumo annuo pro capite e sia, assieme al Portogallo, il Paese dell’Unione Europea con il più alto numero di astemi, la recente trasformazione avvenuta nei modelli di consumo sembra in parte vanificare la positività di tali dati. I nuovi stili di assunzione di alcolici comportano, infatti, una maggiore esposizione a rischi che riguardano non solo la salute psicofisica, ma anche la sicurezza sociale, soprattutto quando il consumo di alcol si correla a circostanze quali la guida, le attività lavorative, la ricerca dello sballo. Inoltre, è proprio tra i giovani che si attesta la maggiore diffusione di “consumi a rischio”, problema che riguarda circa 1 milione e 200 mila soggetti di 11-24 anni.

Non solo il consumo adulto, ma anche quello giovanile negli ultimi quindici anni è stato caratterizzato da una forte e progressiva ispirazione a modelli nord-europei, si sono affermate abitudini di consumo come il “binge drinking” e l’assunzione di alcolici lontano dai pasti, quest’ultima particolarmente cresciuta soprattutto tra i giovanissimi di 14 – 17 anni e in particolare tra le ragazze, tra cui la prevalenza si è quasi triplicata nell’ultimo quindicennio.

Di recente questi modelli sono stati arricchiti, da una contaminazione in rapida espansione del modello spagnolo di “sballo” alcolico: il “budello”, la damigiana di vino sfuso, spesso di qualità discutibile, di minor costo e sicuramente conveniente, miscelato con superalcolici e consumato in maniera collettiva nelle piazze. Ubriacarsi, purtroppo, non è più un fenomeno occasionale ed isolato, causato dall’imprudenza e a volte dall’inesperienza, ma il risultato di un comportamento intenzionale, spesso ripetuto nel tempo, influenzato dall’esaltazione del valore positivo dell’alcol da parte della pubblicità, ma anche dall’assenza di una doverosa vigilanza da parte della famiglia e della società.

Secondo l’analisi congiunta dell’Osservatorio Nazionale Alcol CNESP, del Centro Oms per la Ricerca sull’Alcol e della Società italiana di Alcologia l’impatto simultaneo della pubblicità, delle strategie di marketing e del mercato della vendita al pubblico, ha contribuito a creare nuove culture e modelli del bere giovanile e contemporaneamente ha reso più accessibile e conveniente acquistare bevande alcoliche più economiche ed accattivanti. Gli spot dei prodotti alcolici sono associati ad un’ampia gamma di piaceri fisici e psicologici, tra cui le relazioni intime. Questo può in parte spiegare la tendenza dei giovani a considerare l’alcol un coadiuvante delle relazioni sociali e sessuali. Dalle ricerche attuate negli ultimi anni, è stato, inoltre, dimostrato che la pubblicità può indurre i non bevitori ad assumere atteggiamenti positivi nei confronti del bere ed a esprimere un interesse nei confronti delle bevande alcoliche, ma anche a spostare le loro preferenze su determinate marche di prodotti da parte giovani che già ne fanno uso. Gli spot televisivi sono particolarmente efficaci, però, soprattutto quando altri agenti di socializzazione e altre fonti di pressione sociale, come genitori, amici, educatori etc., sono poco attivi, in particolare durante i primi anni dell’adolescenza.

Considerando l’impatto che l’assunzione di alcolici ha sul benessere biopsicosociale è importante prestare attenzione al complesso rapporto che intercorre tra alcol e salute. Dalle evidenze scientifiche emerge che spesso si ricorre all’alcol per avere dei benefici sulla sfera sociale e sessuale: sono soprattutto i giovani ad affidarsi alle droghe per migliorare l’umore e ricevere un aiuto psicologico nei rapporti interpersonali. L’assunzione problematica di alcolici aumenta, inoltre, il rischio di incorrere in numerose problematiche sociali, in maniera direttamente proporzionale alle quantità consumate e non ci sono evidenze di esistenza di un effetto soglia. I problemi variano dall’aggressione e dalla violenza scatenate dall’assunzione di alcolici, ai problemi familiari e coniugali, come il maltrattamento su minori, l’intimate partner violence e l’abuso sessuale, a quelli lavorativi. L’alcol è non solo la causa di infortuni e problemi sociali, disordini mentali e comportamentali, ma anche di neoplasie e disturbi fisici, soprattutto gastrointestinali, muscolo scheletrici, cardiovascolari ed emopoietici, immunologici, sessuali (infertilità, disfunzioni sessuali, problemi prenatali, con particolare riferimento alla sindrome alcolica fetale). Tuttavia, numerose evidenze scientifiche dimostrano un miglioramento dello stato di salute in seguito all’interruzione del suo consumo problematico: ridurre il consumo alcolico o smettere di bere produce benefici sullo stato di salute e l’eliminazione dell’alcol causa un’inversione completa del rischio per tutte le patologie correlate descritte.

Risulta, pertanto, evidente che la complessità del rapporto tra i giovani e l’alcol non si può ridurre a problema di tipo esclusivamente medico ed epidemiologico. L’uso e l’abuso sono da indagare prima di tutto in una prospettiva antropologica e sociale. È il rapporto equilibrato fra piacere e rischio ad essere in crisi e non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Troppi sono, infatti, i ragazzi candidati all’alcolismo e ai danni alcol correlati, problematiche che esploderanno con tutta la loro evidenza nei prossimi anni. Le modalità da assunzione di alcolici diffusi tra i giovani richiedono, quindi, una particolare attenzione e adeguati interventi, soprattutto per la possibilità di gravi implicazioni di ambito non solo sanitario, ma anche psico-sociale, data la possibile relazione con altri comportamenti a rischio, come l’interruzione precoce degli studi, la riduzione delle prestazioni scolastiche, l’aggressività auto ed etero diretta, i disturbi della condotta e la violenza, oltre alle possibili influenze negative sullo sviluppo cognitivo ed emotivo.

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GROTTESE: 2019 BUONA LA PRIMA!

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GROTTESE - RAPAGNANO 1 - 0
GROTTESE: Coda, Pallotti, Donzelli, Traini, Del Dotto, Tiberi, Koita, Baldo, Pezzani (29′ Jommi), Raffaeli, Verducci. All. Moscetta.
RAPAGNANO: Forconesi, Biancucci, Salciccia, Silenzi M., Fagiani, De Minicis, Scriboni (78′ Montidoro), Iommetti, Cicconi, Conte, Del Papa (69′ Al Mouhajir). All. Silenzi A..
ARBITRO: Pasqualini di Macerata

RETI: 73′ Jommi

NOTE: 83′ Coda para rigore a Conte

Grottazzolina

Vittoria importante per la Grottese che batte il Rapagnano al termine di un match combattuto ed in bilico fino alla fine. Nella prima frazione di gioco da segnalare due tentativi all’interno dell’area di rigore di Koita al 4′ ed al 30′; nella prima circostanza il tiro dell’attaccante locale è debole e facile preda di Forconesi, nella seconda opportunità la conclusione del numero 7 della Grottese termina alta sopra la traversa. Il Rapagnano risponde con una punizione di Iommetti al 42′ che termina alta sopra la traversa. Primo tempo che termina a reti bianche con un’inizio ad appannaggio dei padroni di casa fino a metà frazione, nei successivi minuti si è assistito ad una partita equilibrata con poche chance da una parte e dall’altra. Nei primi minuti della ripresa è il Rapagnano a farsi preferire con un tentativo di Scriboni al 49′ ben respinto dal portiere locale Coda. Col passare dei minuti i padroni di casa crescono sfiorando il gol al 66′ con una conclusione da fuori area di Raffaeli di poco alta sopra la traversa. La Grottese continua a spingere e nel suo momento migliore trova la rete del vantaggio. Al 73′ splendida azione di Raffaeli sulla fascia sinistra, cross al centro e Jommi da pochi passi non ha difficoltà a siglare il gol dell’ uno a zero. Gli ospiti reagiscono e tre minuti dopo il neo-entrato Al Mouhajir ha una buone chance per pareggiare ma il suo tiro termina sull’esterno della rete. All’ 80′ altro tentativo dell’attaccante subentrato nel corso del secondo tempo ed ancora una volta la sua conclusione termina sull’esterno della rete. Il Rapagnano continua ad attaccare ed all’ 83′ il direttore di gara assegna il calcio di rigore per la squadra di mister Silenzi per un fallo in area. Dal dischetto Coda è molto bravo ad intuire ed a deviare il tiro dagli undici metri dell’attaccante Conte. Nel finale di gara gli ospiti ci provano ma i padroni di casa riescono a ribattere ogni tentativo avversario e la Grottese può cosi festeggiare il ritorno alla vittoria dopo alcune gare in cui aveva raccolto meno di quanto meritato.

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