ANCORA UNA SQUALIFICA PER ESPRESSIONE BLASFEMA

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Il Giudice Sportivo dott. Gerardo Mastrandrea, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Eugenio Tenneriello, nel corso della riunione del 23 ottobre 2018, ha assunto le decisioni qui di seguito riportate:
SQUALIFICA PER UNA GIORNATA EFFETTIVA DI GARA
ROMEO Andrea (Milan): per avere, al 29° del secondo tempo, alzandosi dalla panchina, proferito espressione blasfema; infrazione rilevata dal collaboratore della Procura Federale.

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GROTTESE: ARRIVA IL PRIMO PAREGGIO

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GROTTESE - AFC FERMO 2 - 2
GROTTESE: Coda, Pallotti, Marziali (70′ Tiberi), Traini, Del Dotto, Cappella, Diallo (74′ Pezzani), Baldo, Koita (79′ Jommi), Raffaeli, Verducci. All. Moscetta.
AFC FERMO: Livini, Di Ruscio (60′ Gobbi), Ramini (60′ Morelli), Boccatonda, Murazzo A., Malavolta, Murazzo G., Fabiani, Paniconi (67′ Vittori - 90′ Di Gennaro), Della Valle, Spurio (46′ Pazzi). All. Malaspina.
ARBITRO: Organtini di Ascoli Piceno

RETI: 2′ Paniconi, 9′ Raffaeli, 19′ Murazzo G., 32′ autogol

Grottazzolina

Finisce in parità il match tra Grottese e Afc Fermo. Ospiti subito in vantaggio con Paniconi che sorprende i padroni di casa con una rapida ripartenza infilando con un preciso diagonale il portiere Coda. Al 9′ arriva il pareggio della Grottese con Raffaeli che approfitta di una palla vagante in area sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Del Dotto ed infila la sfera alle spalle di Livini. Al 19′ l’Afc Fermo si riporta di nuovo in vantaggio con Murazzo Gianluca che sfrutta una disattenzione della retroguardia di casa e batte l’estremo difensore locale. La squadra di mister Moscetta riesce nuovamente a riequilibrare la gara al 32′ grazie ad un’ autorete della squadra ospite al termine di una mischia all’interno dell’area di rigore. Il primo tempo si conclude senza ulteriori sussulti col risultato di parità. Nella ripresa è la squadra di mister Malaspina a cercare maggiormente il gol del vantaggio. Al 47′ tiro al volo di Murazzo G. all’interno dell’area, palla sopra la traversa. Passano tre minuti e la difesa di casa riesce a salvarsi con affanno al termine di una mischia in area. Al 59′ ottima azione dei locali con Diallo che si invola sulla fascia e serve un assist a Koita ma la conclusione dell’attaccante viene respinta dal portiere Livini. Nei restanti minuti di gioco l’Afc Fermo si fa preferire ma le occasioni da gol scarseggiano e la partita termina in parità sul 2 a 2. Un buon punto per la Grottese che allunga la striscia positiva in un inizio di campionato fin qui ottimo mentre l’Afc Fermo visto quest’oggi meriterebbe qualche punto in più in classifica. Buono l’arbitraggio del signor Organtini della sezione di Ascoli Piceno.

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LA GROTTESE INFILA LA QUARTA

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SPORTING FOLIGANO - GROTTESE 1 - 2
La Grottese ottiene la quarta vittoria su 5 partite giocate sul difficile campo dello Sporting.
Decide Diallo che in 10 minuti realizza una doppietta e spiana la strada agli ospiti.
La prima frazione si chiude sul risultato di 0 - 2 per la compagine di Mr Moscetta.
La ripresa inizia con un piglio diverso per i padroni di casa che però riescono da accorciare le misure solo ad un quarto d’ora dal termine.
Nel finale la Grottese si difende con ordine e riesce a portare a casa l’intera posta.

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L’ALCOL UCCIDE

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Alcol, in Italia 435mila morti in 10 anni/ Allarme tra i giovani:

si inizia a bere a 11 anni In Italia sono morte per alcol 435mila persone tra il 2008 e il 2017, più di quelli per le sigarette e la droga. L’alcolismo crea maggiore dipendenza ed è estremamente sottovalutato.

Scoppia l’allarme legato all’alcol in Italia anche in correlazione al comportamento dei giovani. Tra questi il drink è di fatto un vero e proprio rito iniziatorio che inizia addirittura a 11 anni. Spesso il bere diventa un modo anche per farsi accettare da gruppi di ragazzi e per provare a sentirsi più grandi. I dati riportati dalla recente ricerca Eurispes evidenzia come addirittura il 52.8% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni abbiano iniziato a bere entro i 14. Rispetto al passato poi è radicalmente calato il numero degli astemi che sono oggi appena 2 su 10. Il problema centrale rimane quello della scarsa informazioni, con l’alcol che non mostra subito i gravi danni che può portare al fisico e al cervello. Iniziare a bere diventa quindi per un ragazzo giovane come una sorta di rivalsa sociale nei confronti magari di ragazzi più grandi a cui è più facile accedere al mondo degli adulti. Rimane poi incredibile riuscire a capire come quello che è poco più di un bambino riesca ad accedere a bevande che non dovrebbero essergli accessibili. (agg. di Matteo Fantozzi)

Alla guida dopo aver “alzato il gomito”
L’alcol fa più morti delle sigarette e della droga se si considerano anche le persone decedute per guida in stato d’ebrezza oltre a omicidi e suicidi collegati all’atto del bere. Dalle recenti ricerche emergono dei dati molto preoccupanti, come quello che ci dice che il 40% degli intervistati che hanno superato la maggiore età ammettono di essersi messi alla guida anche dopo aver “alzato il gomito”. Non solo a questi si aggiunge un decimo dei più giovani che non ancora in età da patente guidano però motorini fin dai quattordici anni. Gli italiani però puntano il dito contro lo Stato, visto che sono ben otto su dieci quelli che sottolineano come questo abbia fatto fino a questo momento poco per contrastare il fenomeno dell’alcolismo. Ciò che c’è di positivo è legato alla mentalità degli italiani che sta rapidamente cambiando con il 60% degli intervistati favorevoli a un cambiamento anche per quanto riguarda la regolamentazione del consumo delle bevande alcoliche, con dei limiti e dei controlli ben più severi degli attuali. (agg. di Matteo Fantozzi)

435mila persone ucciste in 10 anni
L’alcol in Italia ha ucciso ben 435mila persone tra il 2008 e il 2017, superando addirittura le sigarette e la droga. L’alcolismo è una patologia molto sottovalutata e in grado di creare una dipendenza ancor maggiore delle altre sostanze. L’Osservatorio permanente Eurispes-Enpam ha pubblicato uno studio dal titolo “Indagine sull’alcolismo in Italia. Tre percorsi di ricerca” che ha raccolto le morti degli ultimi dieci anni per incidenti, suicidi, omicidi e malattie legate appunto all’alcol. Sono ben sei su dieci gli italiani che associano il bere al relax e a momenti spensierati, mentre solo un quarto lo avvicina a un mondo negativo fatto di fuga dai problemi e di perdita del controllo. Anche medici e studiosi sono divisi su questo particolare mondo con 4 specialisti su 10 che ritengono come gli alcolisti non possano essere messi in delle categorie. Secondo 3 su 10 invece si tratta di soggetti depressi o comunque in difficoltà. Il 23.5% parla di persone socialmente inserite e solo il 5.3% ci persone sbadate.

Allarme tra i giovani
Sono sempre più anche i giovani che bevono e tra questi si è abbassata anche l’età media del primo bicchiere. L’alcolismo è dunque un problema che prescinde dall’età e dal sesso, anche se ovviamente sono diverse le proporzioni tra una categoria e l’altra. Oltre la metà dei soggetti tra gli 11 e i 19 anni hanno bevuto il loro primo bicchiere di alcol tra gli 11 e i 14 anni. Il 51.6% beve “qualche volta”, mentre l’8.2% addirittura “spesso”. Tra i ragazzi la bevanda alcolica più consumata è la birra, dopo troviamo in seconda battuta il vino, gli shot e i superalcolici. La maggior parte di questi beve fuori casa tra pub e discoteche, mentre sono il 20% quelli che si concedono anche un bicchiere a tavola. Iniziare presto non può che essere un’aggravante in grado di portare in maniera più rapida a cadere in una vera e propria patologia.

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SESSO, FUMO, ALCOL E GUIDA SPERICOLATA

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Sesso, fumo, alcol e guida spericolata:
giovani leccesi sempre più trasgressivi

Il 40 % non reputa rischioso il consumo di marijuana, il 35% il sesso non protetto

LECCE - Il 26,85 degli adolescenti leccesi fa uso occasionale di marijuana. Il 5,36% abusa di alcolici ed il 45,15% lo fa occasionalmente. Il 22% fuma regolarmente sigarette, ed il 14% assume abitualmente comportamenti sessuali non protetti, il 20,82% lo fa occasionalmente.
Emerge un quadro veramente poco rassicurante dei giovani leccesi, tra i 15 e 17 anni, dallo studio effettuato dai ricercatori Claudia Venuleo e Piergiorgio Mossi, dell’università del Salento (lo studio sarà pubblicato integralmente su Rapporto sul Salento, ed è curato dal professore Fabio Pollice).

L’approfondimento valuta i comportamenti a rischio tra i giovani leccesi, in particolare per quanto concerne i profili sociali e culturali. Gli studiosi hanno considerato un campione di 391 giovani, iscritti al terzo e quarto anno in 5 scuole superiori della città. In particolare è stato analizzato il rapporto che intercorre tra valutazione del rischio, per come è percepito dai ragazzi esaminati, e varie dimensioni psicosociali: supporto sociale; modelli culturali di interpretazione dell’ambiente sociale; approvazione del rischio da parte dei pari, (cioè si è chiesto ai ragazzi quanto i loro amici approverebbero un particolare comportamento a rischio del ragazzo esaminato come campione); pratiche familiari (trasparenza nella comunicazione genitori figli, norme, supervisione parentale).

Il 52,96% dei ragazzi considerano basso il rischio legato all’alcol, il 52,55% considera basso il rischio legato alla guida pericolosa, il 34,69% non considera rischioso avere rapporti sessuali non protetti, il 37,95% non considera un rischio la marijuana ed il 44,22% non considera rischioso il fumo. La bassa valutazione del rischio risulta in rapporto con un profondo senso di sfiducia nei confronti del Paese Italia in generale, così come nei confronti delle strutture sociali e sanitarie. In sostanza, alimentare nei ragazzi il senso di affidabilità, di fiducia nelle istituzioni, nella scuola, nel Paese consente loro di sviluppare una maggiore consapevolezza dei comportamenti pericolosi, sostenendo condotte più responsabili.
Lo studio ha classificato un gruppo di studenti a basso rischio, che dichiarano di non aver mai assunto comportamenti target pericolosi ed un gruppo di studenti ad alto rischio, che hanno ammesso di averne assunti, occasionalmente o spesso. I ragazzi ad alto rischio oltre a non considerare pericolosi determinati eccessi, sono caratterizzati dunque da un profondo senso di sfiducia nei confronti dell’ambiente macro-sociale in cui vivono e si sentono legittimati dall’approvazione che ritengono di trovare nel proprio gruppo di amici.

Considerano scarsa la qualità della comunicazione con i genitori, percepiscono come carente la supervisione parentale e manifestano l’assenza o la carenza di regole familiari rigide. Un contesto poco supportivo o disattento li destabilizza.
Il sentimento di sfiducia sociale indurrebbe una minore identificazione con i valori suggeriti da quella società delegittimata dalla scarsa considerazione. La sfiducia nelle autorità, nelle istituzioni, così come nella scuola, nella sanità, nelle forze dell’ordine rappresenterebbe quel terreno fertile di crescita di quei comportamenti che mettono a serio rischio la salute. Non avendo fiducia nella società non credono nei valori, nelle norme, nello stile di vita che la stessa società propone ed assumono con maggiore probabilità comportamenti rischiosi (Siegrist, Gutscher, & Earle, 2005, riportati dallo studio). «Al contrario – si legge sempre nello studio di Venuleo e Mossi - la fiducia per l’ambiente macro-sociale sembra agire in termini di fattore protettivo rispetto all’assunzione del rischio, tendenzialmente non assunto. È plausibile che l’identificazione con il proprio ambiente di riferimento porti a rifiutare comportamenti poco compatibili con le valutazioni istituzionali di ciò che è giusto o sbagliato (Manton, Pennay & Savic, 2014), e sostenga la committenza sulle indicazioni e raccomandazioni sulla salute fornite da professionisti e istituzioni».

Una possibile chiave di lettura del tacito grido di dolore, rivelato ancora una volta dal disagio degli adolescenti leccesi, sono dunque forse la mancanza di regole, di rigore, di troppa ed ancora non gestibile libertà, la carente qualità delle relazioni, la mancanza di guide efficaci.

Emerge nuovamente quanto incida negativamente nel tessuto sociale la mancanza di fiducia nei confronti dell’autorità, siano forze dell’ordine, politici, professori, medici. La delegittimazione diffusa sembra contribuire a non far distinguere più il bene dal male, il buono dal cattivo. Facendo di tutta un’erba un fascio si alimenterebbe quel senso di insicurezza che provoca la non adesione valoriale condivisa, causando profonde lacerazioni del tessuto sociale.

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GROTTESE ALL’INGLESE ” VITTORIA PER 2-0 SUL PAGLIARE

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GROTTESE - REAL VIRTUS PAGLIARE 2 - 0
GROTTESE: Coda, Pallotti, Marziali, Traini, Del Dotto, Cappella, Diallo (90′ Tiberi), Baldo, Koita, Raffaeli, Verducci. All. Moscetta.
REAL VIRTUS PAGLIARE: Capriotti, Bizzarri (71′ Mariani), Corradetti, Fioravanti (82′ Mbambu), Ciabattoni, Filipponi, Valentini, Gregori (63′ Semplicini), Dia, Massetti, Mascitti. All. Silvestri.
ARBITRO: Paoletti di Fermo

RETI: 17′, 64′ Koita

Grottazzolina

Vittoria importante per la Grottese che supera la forte Real Virtus Pagliare, al termine di una partita gagliarda e ben impostata dalla squadra locale. Gli ospiti tengono il mano le redini del gioco ma nel primo tempo non si rendono mai pericolosi dalle parti di Coda, grazie anche all’ottima organizzazione difensiva dei padroni di casa. La partita si sblocca sull’unica azione degna di nota della prima frazione di gioco e sono i grottesi a spezzare l’equilibrio con la rete di Koita al 17′. Il numero 9 giallorosso, dopo una prima conclusione respinta corta dal portiere ospite Capriotti, è il più lesto di tutti a ribadire in rete da pochi passi e a portare in vantaggio la squadra di mister Moscetta. Nella ripresa la gara è più vivace con la Real Virtus Pagliare che spinge alla ricerca del pareggio. Al 59′ un tiro a botta sicura di Valentini viene provvidenzialmente deviato in angolo da Cappella. Passano appena due minuti e Diallo commette un ingenuo fallo in area nei confronti di un giocatore ospite ma il direttore di gara non assegna il calcio di rigore bensì un calcio di punizione a due in area, valutando il fallo come gioco pericoloso. La Real Virtus Pagliare protesta invocando il tiro dal dischetto ma il direttore di gara è irremovibile e conferma la sua decisione. Il calcio di punizione a due viene ribattuto provvidenzialmente in angolo dal difensore Cappella che per la seconda volta salva il risultato. La squadra di Grottazzolina scampato il pericolo approfitta del nervosismo degli ospiti e dapprima sfiora il raddoppio al 62′ con Raffaeli la cui conclusione termina a lato ma il raddoppio è solo rimandato di due minuti. Al 64′ arriva l’euro-gol di Koita che semina un paio di avversari e lascia partire una conclusione da fuori area che si insacca all’angolino basso dell’estremo difensore ospite che nulla può sul perfetto tiro dell’attaccante della Grottese. La squadra di mister Silvestri (espulso per proteste nel corso del secondo tempo) dopo un quarto d’ora di sbandamento riprende in mano il pallino del gioco ma senza rendersi eccessivamente pericolosa dalle parti del portiere Coda. Al 79′ ci prova Corradetti al volo su perfetta verticalizzazione di Filipponi ma la palla termina alta sopra la traversa. All’ 83′ è lo stesso Filipponi a provarci di testa sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla fascia destra ma il suo tentativo viene respinto da Traini all’interno dell’area piccola. All’ 86′ Raffaeli sfiora la terza rete per la Grottese, il suo tiro al volo su calcio d’angolo di Del Dotto termina alto sopra la traversa. Nel finale non si registrano più occasioni né da una parte né dall’altra e la partita va cosi in archivio con la vittoria dei grottesi per 2 a 0.

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CONTROLLI ANTI DROGA E ALCOL NELLE SCUOLE

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Carabinieri, controlli antidroga e alcol tra i giovani a Intra

Controlli antidroga con cani fuori dalle scuole di Verbania, e analoghi controlli estesi in serata anche alla vendita di alcolici a minorenni nei luoghi della movida intrese. A effettuarli i carabinieri della Compagnia di Verbania che si sono avvalsi del’unità cinofila di Volpiano.

In particolare durante i controlli serali dal porto di Intra sino a piazza San Rocco sono stati controllati 120 giovani. Elevate sanzioni per vendita di alcol a minori, infrazioni al codice della strada e segnalazioni per possesso di sostanze stupefacenti.

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GARA SFORTUNATA PER LA GROTTESE

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Castignano-Grottese: 4-2
CASTIGNANO: P.Carfagna, Camilli, Galloppa, Di Buò (Peroni), M.Carfagna, Tomassini, Cesani (Ciotti), Di Lorenzo, Ortu (Palma), Gandelli, Vannicola (Vagnarelli). All: Matteo Padalino.
GROTTESE: Coda, Pallotti, Marziali, Traini, Del Dotto, Cappella, Diallo, Baldo, Koita, Raffaeli, Verducci. All: Michele Moscetta.
Arbitro: Giostra di Ascoli Piceno
Reti: 37’ Koita (G), 57’ Vannicola (C), 64’ Gandelli (C), 75’ Raffaeli (G), 84’ Palma (C), 93’ Ciotti (C)
Castignano. Grande gara del Castignano di mister Padalino che porta a casa i primi tre punti della stagione, al cospetto di una sempre viva Grottese. Pallino del gioco sempre in mano ai padroni di casa che con uno scatenato Cesani, imbastiscono diverse azioni sulla metà campo avversaria. Sull’unico capovolgimento di fronte sono però i giallo-rossi a passare in vantaggio, sfruttando una disattenzione della difesa locale. Primo tempo che finisce con il parziale di 0-1 per la Grottese.
Secondo tempo che ricomincia col Castignano che crea diverse azioni pericolose, andando anche in rete con Ortu ma l’arbitro annulla per un fuorigioco molto dubbio. Al 57’ Cesani dribla tutti in area e serve su un piatto d’argento un assist a Vannicola che deve solo spingere in rete per il momentaneo 1-1. Il Castignano prende ancora fiducia e al 64’ Gandelli supera Coda in uscita con un superbo pallonetto. Ma il calcio non finisce mai di stupire e su una palla spazzata dalla Grottese, Raffaeli si inventa un gol dei suoi, calciando di prima intenzione e indirizzando sul secondo palo. Nel finale Palma, subentrato a Ortu, crea scompiglio nella difesa della Grottese, raccogliendo falli e punizioni. Sul secondo tentativo di calcio piazzato, insacca alla sinistra di Coda un missile terra-aria a mezza altezza. Nel finire di gara Ciotti trova il gol del 4-2 finale, involandosi sulla fascia, lasciando sul posto il difensore opposto e insaccando sul secondo palo.

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LA GROTTESE NON FA SCONTI; JRVS AL TAPPETO

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GROTTESE - JRVS ASCOLI 3 - 0
GROTTESE: Coda, Pallotti, Marziali, Traini (82′ Donzelli), Del Dotto, Cappella, Diallo (67′ Pezzani), Baldo (90′ Troka), Koita, Raffaeli (85′ Jommi), Verducci (88′ Caracini). All. Moscetta.
JRVS ASCOLI: Spicocchi, De Angelis (64′ Angelini), Catalani, Catalucci (77′ Fratoni), Ciccanti, Colonnelli, Morganti (56′ Moretti), Iachini (82′ Marozzi), Monti, Spigonardi, Mignini (60′ Brugiati). All. Zaini.
ARBITRO: Censori di San Benedetto del Tronto

RETI: 33′ Koita, 45′ Verducci, 55′ Traini

Grottazzolina

Netta vittoria per la Grottese al cospetto della Jrvs Ascoli. I locali mantengono fin dall’avvio il predominio del gioco mentre gli ospiti cercano di rendersi pericolosi in contropiede. Al 21′ la Jrvs Ascoli cerca una sortita in avanti creando qualche grattacapo alla Grottese ma i padroni di casa riescono a sventare la minaccia. La prima azione pericolosa avviene al 24′ con i grottesi che hanno una doppia clamorosa chance prima con Koita e poi con Verducci ma in entrambe le occasioni Spicocchi respinge, salvando la propria porta. Al 33′ la squadra giallorossa si porta in vantaggio; Spicocchi riesce in maniera prodigiosa a respingere le conclusioni di Raffaeli e Koita ma nulla può sul tap-in dello stesso numero 9 che porta in vantaggio la squadra di Grottazzolina. I ragazzi di mister Moscetta non paghi del vantaggio continuano ad attaccare ed al 40′ Koita sfiora il raddoppio calciando alto sopra la traversa da ottima posizione. Il secondo gol è nell’aria ed arriva proprio agli sgoccioli della prima frazione di gioco con Verducci che trafigge l’incolpevole portiere ospite con una perfetta conclusione da fuori area. Nella ripresa i padroni di casa controllano ed il match si chiude definitivamente al 55′ con la rete del 3 a 0 siglata di testa da Traini su perfetta punizione dalla fascia destra calciata da Del Dotto. Nei restanti minuti la partita scivola via senza ulteriori occasioni con i locali che vanificano qualche importante contropiede mentre la squadra di mister Zaini, colpita nel morale, non riesce ad imbastire una reazione degna di nota.

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ALCOL TRA I GIOVANI

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«Alcol tra i giovani, l’Amministrazione comunale di Alseno si faccia carico del problema»

«Alcol tra i giovani, l’Amministrazione comunale di Alseno si faccia carico del problema»
Lo chiedono i consiglieri di minoranza dei gruppi “Alseno con Benzi Cambia” e “Noi per Alseno” che nei giorni scorsi hanno presentato un’interpellanza

«Alcol tra i giovani, l’Amministrazione comunale di Alseno si faccia carico del problema»

«Alcol tra i giovani, l’Amministrazione comunale di Alseno si faccia carico del problema». Lo chiedono i consiglieri di minoranza dei gruppi “Alseno con Benzi Cambia” e “Noi per Alseno”. «C’è un maggiore abuso di alcol tra i giovanissimi – scrivono i consiglieri in un’interpellanza -. Certamente un fatto inquietante e quanto mai grave, dato che i ragazzi incorrono in pericoli che sottovalutano o non valutano affatto. Il personale del Ponto Soccorso, infatti, che si trova sempre più spesso a fronteggiare malori dovuti a eccessive quantità di alcol ingerite, conferma che negli ultimi anni è costantemente cresciuto il numero di accessi di minori affetti da intossicazione alcolica, con gravità crescenti fino al coma etilico».

«Le situazioni si ripetono e la più incresciosa è accaduta recentemente a fine agosto in località La Biraga. Ad una festa inclusiva di open bar – proseguono - priva di autorizzazione hanno partecipato decine e decine di giovani ragazzi che avevano a loro disposizione alcolici in quantità. E ciò ha portato a deprecabili conseguenze. E’ ben vero che i genitori sono i primi responsabili dei propri figli, ma in tale situazione di emergenza riteniamo che non debbano essere lasciati soli ad affrontare il problema. Il fenomeno è troppo complesso perché essi, soli, possano arginarlo. E’, infatti, un’espressione di degrado socio-culturale che richiede un’azione comune e congiunta da parte di tutti coloro che operano con i giovani. Le famiglie, quindi, ma anche le parrocchie, le scuole, le associazioni sportive e culturali. E’ compito primario della società tutelare i giovani e in tal senso anche Alseno non si può sottrarre».

Qui arriva la richiesta alla Giunta da parte dei consiglieri Marisa Benzi, Marina Sogni, Danilo Terzoni e Luigi Molina. «L’Amministrazione deve assumere un ruolo di regia tra i vari soggetti coinvolti, dando luogo ad azioni miranti a sensibilizzare tutti gli operatori circa questa emergenza sociale. Occorrerebbe inoltre intraprendere un maggior controllo, da parte della polizia urbana, delle zone più a rischio del nostro territorio, quelle in cui ragazzi si appartano indisturbati, in particolare il campo giochi “Rossana Wade” e le zone limitrofe del capoluogo. Infine sarebbe opportuno controllare maggiormente gli operatori economici che vendono prodotti alcolici, spesso a disposizione anche dei minori».

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