UNA GROTTESE FORTEMENTE RIMANEGGIATA RESISTE AL PIANE MG

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GROTTESE - PIANE MG 0 - 0
GROTTESE: Coda, Pallotti (79′ Troka), Liberati, Traini, Del Dotto, Costi, Elezi, Cappella, Jommi (74′ Moscetta), Ricci, Verducci. All. Moscetta.
PIANE MG: Tassotti, Monini, De Carolis, Ripani, Piergentili, Silenzi, Giandomenico, Campanari, Vitali (80′ Ciccioli), Zucconi (71′ Hihi), Sanda (60′ Moroni). All. Ciglic.
ARBITRO: Iseini di San Benedetto del Tronto

Grottazzolina

Termina in parità il match tra Grottese e Piane MG. Risultato che sta stretto agli ospiti ma i locali nonostante le tante assenze riescono con grinta e sacrificio a resistere agli assalti avversari, guadagnando un prezioso pareggio. Nel primo tempo da segnalare un tentativo per parte con Sanda che calcia alto da buona posizione per il Piane MG mentre il tiro di Ricci della Grottese viene respinto da Tassotti. La squadra di Ciglic tiene maggiormente in mano il pallino del gioco ma la difesa di casa controlla senza eccessivi rischi e cosi si va al riposo sullo 0 a 0 senza occasioni degne di nota. Nella ripresa il Piane MG spinge maggiormente mettendo in difficoltà la retroguardia grottese; al 64′ Vitali, scattato sul filo del fuorigioco, si presenta davanti a Coda ma il portiere locale con una tempestiva uscita riesce a respingere la conclusione dell’attaccante. Al 68′ lo stesso numero 9 ospite elude la marcatura della difesa di casa, si presenta in area, dribbla anche il portiere Coda ma il suo tiro a botta sicura viene salvato sulla linea di porta dal difensore Pallotti. All’ 82′ il direttore di gara annulla un gol al Piane MG per un fuorigioco molto dubbio che ad onor del vero sembra non esserci ma l’arbitro è irremovibile nonostante le proteste della squadra ospite. La Grottese stringe i denti e nonostante la formazione rimaneggiata, riesce a mantenere il risultato di parità fino al termine della gara, conquistando un buon punto.

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L’ALCOL TRA I GIOVANI

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Troppi casi di coma etilico. Giovani che bevono troppo, genitori senza risposte
A spaventare è l’età. Tutti al di sotto dei vent’anni, alcuni addirittura non arrivano ai quindici. Giovani e adolescenti, quindi. Ragazzini, verrebbe da dire. Ragazzini che la notte di San Silvestro si sono ubriacati al punto da finire in coma etilico. All’ospedale Cardarelli di Napoli ne sono giunti una ventina. Altri, in codice rosso, sono stati trasportati in altri nosocomi. Eravamo preparati, entrati nell’anno nuovo, ad ascoltare le dolorose notizie di persone rimaste ferite dai botti o da qualche colpo di pistola che qualcuno si ostina a definire “vagante”.

I feriti ci sono stati anche quest’ anno. Nel Napoletano a un giovane sono stati amputate tre dita di una mano; un bambino rischia di perdere un occhio; un dodicenne è stato ferito da un colpo di pistola sul balcone di casa. Ma non è su questo dramma che vogliamo soffermare la nostra attenzione, bensì sui giovanissimi finiti in coma etilico. Come etilico vuol dire che questi ragazzi si sono ubriacati al punto che il loro organismo non ce l’ha fatta a sopportare una tale quantità di alcol e ha ceduto.

Coma etilico vuol dire che questi nostri ingenui figli non sono stati capaci di gestire l’euforia di una serata come quella di san Silvestro. Coma etilico vuol dire che essi necessitano dell’aiuto degli adulti. Adulti che in questo momento, invasi dal dolore e dai sensi di colpa, si stanno facendo mille domande cui non riescono a dare una risposta. «Dove abbiamo sbagliato? Che cosa sta accadendo e che non riusciamo a vedere? Che cosa possiamo fare? Da dove dobbiamo cominciare? Chi ci deve aiutare?» si chiedono spesso i genitori.

I ragazzi non li ascoltano, anzi, sovente, mostrano verso di loro segni di insofferenza. Occorre andarci piano, soprattutto quando minacciano di scappare via di casa o commettere qualcosa di peggio. In genere sono inseriti in qualche gruppo che detta loro le linee guida cui si adeguano volentieri. Dicono di voler andare controcorrente, di essere anticonformisti, di non tenere in alcun conto i giudizi altrui e non si accorgono di allinearsi meglio di un plotone di soldati. Così intruppati, emettono ed eseguono ordini; inventano neologismi e gesti propri, si chiamano “fratelli”, si baciano come fanno i fidanzati. Anche l’ acconciatura dei capelli, i disegni dei tatuaggi, gli orecchini, i pantaloni strappati che vorrebbero imitare quelli degli straccioni, ma che costano somme esorbitanti, servono a fare di loro un gruppo. Quel gruppo. La pena prevista per chi non si adegua è essere emarginato. E l’ emarginazione li spaventa.

Bevono i ragazzi. Tanto. Troppo. Perché? A qualcuno certamente l’ alcol piace, lo eccita, gli fa dimenticare i problemi, lo sbarazza della timidezza. E gli altri? Gli altri lo fanno perché così fan tutti. E bevono, anche controvoglia, bevono. Per darsi delle arie, per non rimanere indietro, per non essere isolati, bevono. Anche quando il loro organismo si ribella e chiede aiuto, bevono. Bere diventa un modo di essere, una sfida. A se stessi, agli altri, alla società. Una sorta di manifestazione di potenza, di forza, di grandezza, di menefreghismo. Sono caduti in trappola ma non se ne sono accorti. Hanno bisogno di essere aiutati ma non lo sanno. Occorre metterli in guardia; insegnare loro, a scuola, a casa, in chiesa, che cos’è l’ alcol, che cosa sono le varie droghe, come funzionano, quali effetti hanno sui loro organi interni. A quali danni, a volte irreparabili, può portare l’ alcolismo o l’assunzione di una droga.

Occorre convincerli che certe cattive abitudini come fumare, drogarsi, bere, giocare di azzardo, una volta radicate sono faticosissime da essere estirpate. Meglio tenersene alla larga prima. E rimanere liberi. Prevenire è meglio che curare. Aiutiamo i nostri giovani. Diamo loro testimonianza di una vita vissuta all’ insegna della serenità, della gioia, della sobrietà, della condivisione. E per chi crede, della fede. Vederli in ospedale in coma etilico, a Capodanno o ogni sabato notte, fa veramente tanto male al cuore.

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UNA GROTTESE FORTEMENTE RIMANEGGIATA OTTIENE UN BUON PUNTO

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GROTTESE - PETRITOLI 1 - 1
GROTTESE: Coda, Donzelli (67′ Jommi), Liberati (94′ Troka), Traini, Cappella, Pallotti, Elezi (63′ Ricci), Costi (53′ Tiberi), Pezzani, Koita, Verducci. All. Moscetta.
PETRITOLI: Coku, Verdecchia, Massi, Pierdomenico (67′ La Grassa F.), Viozzi, Attorresi, La Grassa A., Brilli, Carosi, Kunjhxiu (81′ Rosetti), Acciarri. All. Zappalà.
ARBITRO: Mancini di Macerata
RETI: 62′ Kunjhxiu, 88′ Verducci
Grottazzolina

Finisce in parità l’incontro tra Grottese e Petritoli. Locali che devono rinunciare per infortunio al portiere De Simone e per squalifica al centrocampista Del Dotto mentre Tiberi non al meglio parte dalla panchina. Nel primo tempo predominio dei locali con Koita che mette in grossa difficoltà la retroguardia ospite ma il punteggio non si sblocca per la poca precisione sotto-porta della squadra di casa. Occasioni da gol per lo stesso Koita, Verducci ed Elezi ma la difesa del Petritoli riesce a salvarsi e cosi la prima frazione di gioco termina senza reti. Nella ripresa partono meglio gli ospiti con Kunjhxiu che non approfitta di un errore difensivo dei locali facendosi ipnotizzare dalla tempestiva uscita del portiere della Grottese Coda. Al 62′ il Petritoli passa in vantaggio con una punizione da posizione defilata sulla sinistra di Kunjhxiu che si infila alle spalle di Coda che viene sorpreso dalla traiettoria anche a causa di alcuni giocatori ospiti in fuorigioco che oscurano la visuale all’ estremo difensore locale. I giocatori di casa protestano ma la direttrice di gara è irremovibile e convalida la rete. La Grottese cerca di portarsi in avanti ma i locali sono un po’ troppo confusionari e faticano a rendersi pericolosi. All’ 84′ il neo-entrato Jommi ha una ghiotta chance ma non approfitta dell’errata uscita del portiere ospite Coku calciando in rovesciata alto sopra la traversa. La squadra di Grottazzolina nel finale cinge d’assedio la squadra petritolese e nel finale Verducci con una precisa conclusione di sinistro sigla il gol del pareggio. Nei minuti di recupero non accade più nulla e il match termina cosi in parità per 1 a 1.

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