Il binge drinking continua a dilagare fra i giovani

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Non cessa di preoccupare la diffusione del binge drinking fra i giovani e giovanissimi.

Giovani e adolescenti trascorrono il fine settimana, consumando grandi quantità di alcol. Associazioni e psicoterapeuti stanno esplorando e analizzando il fenomeno.
Dietro al binge drinking si nascondono il bisogno di conformismo e la presenza di difficili situazioni familiari.

I ragazzi accettano la terapia dietro obbligo delle famiglie: purtroppo il 35% di loro ricade quasi subito nel vortice. Due minorenni su 10 che entrano in terapia sono di sesso femminile: dato che stupisce, poiché culturalmente i consumatori di alcol sono per lo più maschi.

Il problema è serio, perché oltre ai danni fisici - devastanti per il metabolismo del minorenni - ci sono quelli sociali. L’abuso di alcol distrugge le relazioni interpersonali, che sono estremamente delicate negli adolescenti.

La domanda che rimbomba nelle nostre teste è la seguente: perché nella nostra società, i nostri figli scelgono la via dell’autodistruzione? Più che interrogarci sui possibili rimedi, dovremmo riflettere sul nostro operato. Dove sbagliamo come genitori ed educatori? Cosa ci chiedono i nostri figli che noi non riusciamo a dargli? Perché le nuove generazioni sono attanagliate da un senso di vuoto, che spesso riempiono colmando il bicchiere? S. B.

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REGOLAMENTO TORNEO CALCIO A 7 “CITTA’ DI GROTTAZZOLINA”

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La GROTTESE CALCIO A.S.D. organizza un torneo di calcio a 7 con inizio il 13 giugno 2016.Tutte le gare saranno disputate presso il Campo Sportivo in sintetico di Grottazzolina “ARMANDO PICCHI”.

1. REQUISITI DI PARTECIPAZIONE
Nulla osta delle società di appartenenza.
Certificato di idoneità fisica di tipo agonistico.
L’iscrizione è aperta a tutti coloro che abbiano compiuto il 18° anno di età.
Ogni squadra avrà la possibilità di iscrivere due minori previo liberatoria dei genitori.
Ogni squadra avrà la possibilità di iscrivere un numero illimitato di tesserati F.I.G.C. con ampia libertà di schierarli in campo. 

2. ISCRIZIONE
Ogni squadra entro il giorno 09 giugno 2016 dovrà consegnare all’organizzazione la lista compilata degli atleti partecipanti al torneo e la quota dell’iscrizione (250 € per squadra); successivamente non sarà possibile integrare altri giocatori. 

3. SQUADRA
La squadra sarà composta da n° 7 atleti ( 6 giocatori + portiere ) e dovrà essere indicato un capitano che rappresenterà la squadra nei confronti del direttore di gara. Una gara non potrà essere iniziata o proseguita nel caso in cui una squadra si ritrovi ad avere meno di 5 calciatori partecipanti al gioco (compreso il portiere). È obbligatorio iscrivere almeno 10 giocatori fino ad un massimo di 14.
I cambi sono illimitati; dovranno essere effettuati a gioco fermo e previa autorizzazione dell’arbitro. 

4.DURATA DELLE PARTITE
Le partite avranno durata di 60 minuti suddivisi in due tempi da 30 minuti ciascuno; l’intervallo avrà durata di 5 minuti. 

5.STUTTURA DEL TORNEO
Al torneo partecipano n° 16 squadre raggruppate in 4 gironi all’italiana con partite di sola andata. In questa fase la vittoria vale 3 punti, il pareggio 1 punto e la sconfitta 0 punti. Al termine dei quattro gironi, in base alla classifica accederanno ai ¼ di finale la 1° e 2° classificata di ciascun girone. 

6.PER QUESTIONI ORGANIZZATIVE NON E’ CONSENTITO EFFETTUARE SPOSTAMENTI DI PARTITE
In caso di parità tra 2 o al termine della fase a gironi per l’assegnazione del primo e/o il secondo posto nel girone si procederà come segue: 
- scontro diretto
- miglior differenza reti 
- maggior numero di reti segnate 
- sorteggio 

Nel caso la parità al termine del girone sia di più di 2 squadre , si ricorrerà al calcolo della classifica avulsa tra le squadre interessate, e si terrà conto nell’ordine: 
- maggior numero di punti nella classifica avulsa
- miglior differenza reti nella classifica avulsa
- maggior numero di reti segnate nella classifica avulsa
- sorteggio. 

Le otto squadre partecipanti ai ¼ di finale saranno accoppiate come segue:
1° classificata girone A con la 2° classificata girone C (gir. A)
2° classificata girone A con la 1° classificata girone C (gir. B)
1° classificata girone B con la 2° classificata girone D (gir. C)
2° classificata girone B con la 1° classificata girone D (gir. D)

Le quattro semifinaliste saranno accoppiate nel modo seguente: 
- 1° classificata girone A con la 1° classificata girone B 
- 1° classificata girone C con la 1° classificata girone D 

Nelle semifinali, in caso di parità al termine del tempo regolamentare verranno disputati n°2 tempi supplementari di 10 minuti ciascuno; in caso di ulteriore parità si procederà con i calci di rigore come da regolamento F.I.G.C. 
Le vincenti delle due semifinali disputeranno la finale del 1° e 2° posto; le perdenti delle due semifinali disputeranno la finale del 3° e 4° posto. In caso di parità al termine regolamentare della finale 3° e 4° posto si effettueranno solo i calci di rigore come da regolamento F.I.G.C. in caso di parità del tempo regolamentare nella finale 1° e ° posto, si procederà ai tempi supplementari di 10 minuti ciascuno. In caso di ulteriore parità si procederà con i calci di rigore come da regolamento F.I.G.C. 

6. REGOLE DISCIPLINARI
Un giocatore che subisce n°2 ammonizioni nella stessa partita o in partita successive, viene squalificato automaticamente per una giornata. In caso di espulsione il giocatore verrà automaticamente squalificato per la partita successiva. Se il giocatore verrà espulso dal campo la squadra non potrà rimpiazzare in alcuna maniera il giocatore espulso. Qualora una squadra non si presentasse ad un incontro si vedrà assegnata la sconfitta a tavolino per due reti a zero. Il tempo massimo di attesa è di 10 minuti, previa comunicazione del ritardo all’organizzazione. In caso di ritiro di una squadra dal torneo, tutte le partite da essa disputate o ancora da disputare verranno assegnate a tavolino, con il risultato di due reti a zero, alle squadre rimaste. Per contenuto non menzionato si fa fede al regolamento F.I.G.C. La rimessa della linea laterale va eseguita con le mani, una rete non può essere segnata direttamente su rimessa. Il portiere non può segnare una rete direttamente dalla rimessa dal fondo. un calciatore che giocando da portiere all’interno della propria area di rigore tocca il pallone con le mani dopo che gli è stato passato deliberatamente con i piedi o su fallo laterale da un calciatore della stessa squadra commette un fallo che deve essere punito con un calcio di punizione indiretto, accordato alla squadra avversaria dal punto in cui è stata commessa l’infrazione. La regola del fuori gioco non si applica nel Calcio a 7. 

7. EQUIPAGGIAMENTO DEI CALCIATORI 
I calciatori devono indossare, maglia, pantaloncini, calzettoni. Al solo portiere è consentito l’utilizzo del tony. Tutti i calciatori devono utilizzare calzature con tacchetti in plastica, sono assolutamente vietati i tacchetti in metallo. L’uso dei parastinchi è vivamente consigliato, ma non obbligatorio. 

N.B. nel caso in cui non si dovesse raggiungere il numero di squadre prefissato (16) si procederà a svolgere il torneo con le squadre che si saranno inscritte entro la data del 09 giugno 2016, riformulando lo svolgimento del torneo .
Conseguentemente saranno ridotti i premi per i primi tre classificati.
Nel caso in cui le squadre iscritte fossero in numero dispari (9,11,13,15 )verrà esclusa la squadra che per ultima ha presentato la domanda di iscrizione .

IMPORTANTE: La GROTTESE CALCIO A.S.D. declina qualsiasi responsabilità civile o penale per eventuali danni a cose o infortuni agli atleti, dirigenti o terzi che dovessero accadere prima durante e dopo la disputa delle partite.

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Continua a far discutere il cartellino azzurro, il provvedimento perdona-bestemmia

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Continua a far discutere il cartellino azzurro, l’espulsione temporanea per i giocatori che bestemmiano in campo.

Per alcuni si tratta di un provvedimento troppo duro, per altri troppo blando. Il punto è che una delle prime società ad adottarlo è stata il Csi Torino, fondata nel 1944 dall’Azione cattolica (sic!). I più intransigenti fanno notare che se la blasfemia costituisce un reato nell’ordinamento dello Stato - che è laico -, non dovrebbe essere minimamente tollerata dagli enti e associazioni di ispirazione religiosa.

I dirigenti del Csi Torino e di altri club fanno però notare che l’imprecazione a sfondo religioso è così frequente nel calcio che, se durante le partite si espellessero tutti i giocatori che bestemmiano, nessuna partita arriverebbe alla fine. Consapevoli di ciò, sono gli stessi arbitri che chiudono a volte un occhio, per evitare di espellere troppi giocatori.

Il problema è grave, perché la volgarità del linguaggio, l’imprecazione, la violenza verbale non dovrebbe esistere nello sport, eppure c’è. Ferma restando l’espulsione per i casi più gravi di blasfemia, il cartellino azzurro può costituire un modo - ancora imperfetto - per punire tutti coloro che bestemmiano in campo.

Forse occorre spostare il focus della discussione: non partiamo dalla fine, dalla punizione, ma partiamo dalla fonte, cioè l’educazione.

Pretendiamo un linguaggio corretto da parte dei giocatori in ogni situazione e facciamo in modo che i dirigenti comincino a dare tutti, ma proprio tutti, il buon esempio. S. B.

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Arriva nel calcio il cartellino azzurro, il primo provvedimento anti-blasfemia

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Inutile nascondersi dietro ad un dito: nel calcio si bestemmia molto e la blasfemia è una delle maggiori cause di espulsione durante il campionato. Solo nel veronese, quest’anno il Comitato Sportivo Italiano (CSI) ha contato 90 espulsioni per blasfemia.
Le bestemmie sono così frequenti che spesso gli stessi arbitri sono costretti a chiudere un occhio nei casi meno eclatanti, per evitare d’interrompere il match e deciderlo a tavolino.
Il tema è così scottante che il CSI di Roma ha esaminato attentamente la questione e ha proposto una soluzione: il cartellino azzurro. La blasfemia è punita con un’espulsione temporanea di 8 minuti.
Alcune sezioni, come ad esempio Torino, hanno adottato il sistema, non senza dare vita ad un acceso dibattito: alcuni ritengono il cartellino azzurro un’esagerazione, altri una punizione troppo blanda.

Sicuramente è un primo intelligente metodo per cominciare a combattere un malcostume troppo radicato nel mondo nel calcio e speriamo che in futuro saranno adottati provvedimenti sempre più efficaci. S. B.

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Alcol, droga e smartphone: i giovani alla guida

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Un’indagine condotta dall’Università Niccolò Cusano di Roma in collaborazione con Skuola.net, su un campione di 1600 studenti d’età compresa fra i 14 e i 21 anni, ha messo in evidenza le abitudini dei giovani italiani alla guida.
I dati emersi non sono incoraggianti: non si può parlare di buone abitudini dei nostri ragazzi. Quando sono al volante, 1 ragazzo su 5 parla al telefono (senza auricolari), 1 su 3 controlla le notifiche e 1 su 4 addirittura risponde alle notifiche mentre è alla guida. C’è addirittura chi si scatta un selfie (1 su 10).
A preoccupare è anche il rapporto con alcol e sostanze stupefacenti. Il 13% degli intervistati ha ammesso di essersi messo alla guida dopo aver alzato un po’ il gomito. Fra questi, 1 su 3 era completamente ubriaco! C’è poi un 6% di giovani che guida regolarmente in stato d’ebbrezza.
Un ragazzo su 20 ha ammesso di aver guidato dopo aver assunto sostanze stupefacenti; dato ancora più inquietante: nel 45% dei casi si è trattato di droghe pesanti.

I giovani non percepiscono sufficientemente il pericolo di guidare in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, o semplicemente di distrarsi per controllare il telefono.

Gli incidenti stradali sono una delle principali cause di mortalità giovanile, cui si potrebbe ovviare attraverso un’efficace attività educativa. Una guida responsabile salverebbe la vita a migliaia di ragazzi ogni anno

. Sarebbe utile portare l’educazione alla guida sicura anche all’interno dell’esame di scuola guida. Saper guidare bene non basta; occorre anche saper guidare responsabilmente. S. B.

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D-Arianna, l’app che riduce il consumo di alcol

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Si chiama D-Arianna ed è un’app che aiuta i giovani nella prevenzione del binge drinking, pratica che consiste nel consumare consecutivamente più di 5 bevande alcoliche per i maschi e più di 4 per le femmine.
L’applicazione è stata sviluppata da Giuseppe Carrà e Massimo Clerici (rispettivamente ricercatore e professore ordinario di psichiatria all’Università Bicocca di Milano) in collaborazione con Paul E. Bebbington, professore emerito dello University College di Londra.

L’applicazione presenta una serie di domande preparate ad hoc dai ricercatori, come ad esempio il rapporto con l’alcol e con le droghe, l’età in cui si è iniziato io consumo di alcol e stupefacenti, il lavoro svolto, la situazione familiare, l’opinione personale su tali sostanze. In base alle risposte, attraverso un’equazione matematica, l’app permette di individuare il livello di rischio: basso, medio o alto.
La sperimentazione di D-Arianna ha dato risultati incoraggianti. Durante la ricerca, i giovani dei locali notturni della movida milanese sono stati avvicinati da 12 formatori d’età analoga. I formatori hanno intervistato i ragazzi ponendo i quesiti forniti dall’app. Il test è stato ripetuto a distanza di due settimane ed ha rivelato che grazie all’intervento il fenomeno del binge drinking è diminito, passando dal 37% al 18%.

D-Arianna rappresenta un modo esemplare di come la tecnologia possa essere applicata con successo in campo sociale, per lavorare sulla sensibilizzazione dei giovani. I digital native, infatti, possono trovare più stimolante e immediato l’uso di un’app, scaricabile in pochi secondi sul proprio smartphone.

Se volete più informazioni su D-Arianna, collegatevi al seguente link: darianna.org. S. B.

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Un Primo maggio … blasfemo!

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Ieri pomeriggio, assieme a mia moglie, abbiamo deciso di fermarci in un bar per un aperitivo. Nonostante fosse il Primo maggio, la pioggia ci ha costretti a cercare rifugio in un posto al chiuso.

Siamo così entrati in un locale molto carino e ben tenuto. C’era persino un bel tavolo da biliardo, la cui presenza mi ha subito riportato alla giovinezza, quando trascorrevo interi pomeriggi in locali fumosi, sigaretta in bocca e stecca in mano, cercando di svelare le esoteriche geometrie di questo gioco affascinante.

Oggi non fumo più e non gioco più a biliardo, ma mi sono piacevolmente sorpreso quando due giovani si sono avvicinati al tavolo ed hanno cominciato a sistemare le palle per iniziare una partita. Ho detto a mia moglie: ” Lo vedi che ci sono ragazzi che cercano alternative lodevoli all’alcol e alla droga …”.

Non ho fatto in tempo - ahimè - a terminare la frase che la prima buca mancata è stata sottolineata da un’imprecazione blasfema e così anche le successive.

I due giocatori non si davano minimamente pena del fatto che nel bar ci fossero altre persone e che non fosse per niente educato bestemmiare, tanto più in un locale pubblico.

Quel che mi ha colpito di più è stata l’indifferenza assoluta della titolare del locale, che cinque minuti prima ci aveva serviti con squisita cortesia. Forse erano clienti abituali o forse era un episodio così frequente da non disturbare più la sua attenzione. Se ciò fosse accaduto nel mio bar di fiducia, sarei prontamente intervenuto, ma lì ho preferito lasciar stare.

Per fortuna la partita è stata breve e i due se ne sono andati.
Lascio a voi lettori la libertà d’esprimere il vostro giudizio. Vi chiedo di partire dal “senso”: il comportamento dei due giovani ha avuto “senso”? Vale la pena trasformare una frustrazione in un’imprecazione? La bestemmia ci migliora come giocatori e come uomini? S. B.

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