La Grottese doma la Spes Valdaso con un mirabolante 1 - 3

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SPES VALDASO - GROTTESE 1 - 3
SPES VALDASO: Tempestilli, Traini L., Rastelli P., Abbruzzetti, Romanelli, Pesic, Fioravanti (90′ Rastelli M.), Di Buò (46′ Alesi), Tiburzi (85′ Del Gobbo), Di Nicolò, Lattanzi. All. Celani.
GROTTESE: De Simone, Troka (87′ Verducci), Ciuccarelli, Mame, Traini M., Traini J., Vallati (82′ Ascenzi), Tassotti, Galdo, Ungaro, Cappella. All. Brancozzi.

ARBITRO: Chirivi di San Benedetto del Tronto

RETI: 45′ Vallati, 51′ Galdo, 74′ (rig.) Romanelli, 81′ Tassotti

Petritoli. Dodicesimo risultato utile consecutivo per la Grottese che batte in trasferta una coriacea e mai domata Spes Valdaso. Primo tempo all’insegna dell’equilibrio con i grottesi che sfiorano il gol al 15′ con Vallati, ma la conclusione a botta sicura del numero 7 viene respinta dal portiere locale Tempestilli.

La squadra di Mister Celani risponde due minuti dopo con Paolo Rastelli in mischia su azione da calcio d’angolo, ma la difesa ospite riesce a salvarsi nuovamente in corner. Al 35′ Galdo si presenta in area decentrato sulla destra; il suo tiro viene ribattuto dall’estremo difensore Tempestilli. Allo scadere della prima frazione arriva l’agognato vantaggio della squadra di Grottazzolina: Vallati si inserisce bene in area e, con una precisa conclusione, supera il portiere della Spes Valdaso.

Ad inizio ripresa arriva il raddoppio della squadra di Mister Brancozzi. Ripartenza fulminea della squadra giallorossa: Ungaro appoggia la sfera all’accorrente Galdo che dal limite dell’area, con un tiro ben calibrato, batte l’estremo difensore Tempestilli. La Spes Valdaso nonostante il doppio svantaggio non molla e riesce a riaprire l’incontro al 74′ su calcio di rigore realizzato da Romanelli.

Passano sette minuti e la Grottese rimette subito la partita al sicuro, grazie alla bellissima rete di Tassotti che fulmina l’incolpevole portiere locale con una perfetta conclusione da fuori area. La partita termina dunque con la vittoria dei ragazzi di Grottazzolina per 1 a 3. Buono l’arbitraggio del Signor Chirivi di San Benedetto del Tronto.

Nel prossimo turno, i grottesi ospiteranno nel big match l’Atletico Porchia, che occupa il secondo posto proprio in coabitazione con i ragazzi di Mister Brancozzi, ad un solo punto dalla capolista Piane di Montegiorgio.

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Il presepe violato

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Aiello del Friuli. La mattina del 10 gennaio i volontari che avevano allestito il presepe nel piccolo paese della provincia di Udine, si sono trovati di fronte ad una scena agghiacciante.

Alcuni vandali hanno violato il presepe: hanno spaccato il Bambin Gesù, un bambolotto di plastica cui hanno anche cavato un occhio, e hanno distrutto la capanna che ospita tradizionalmente la Sacra Famiglia. Come se tutto ciò non fosse già abbastanza brutale, hanno riempito il muro con scritte blasfeme: bestemmie e simboli satanici.

Si è trattato di un orrendo scempio, che ha lasciato la comunità esterrefatta, sia per la violenza, sia per la più assoluta mancanza di ogni forma di rispetto. Il problema, infatti, non riguarda la scelta di credere o non credere, ma l’educazione, il rispetto verso gli altri. Il presepe non è soltanto un simbolo religioso, ma uno dei simboli della nostra identità europea.

Ci auguriamo che chi ha commesso un gesto tanto vile abbia modo di meditare sulle proprie azioni. S. B.

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Un sms blasfemo sfugge ai controlli RAI. Ed è subito bufera

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Giovedì scorso, allo scoccare della mezzanotte, tutti gli italiani hanno salutato il nuovo anno scambiandosi gli auguri con amici e parenti. Alcuni hanno deciso di farlo inviando un sms alla trasmissione RAI di Capodanno, in diretta da Matera. Gli sms ricevuti sono stati trasmessi in sovrimpressione durante i festeggiamenti.

Ora, per una svista del tecnico addetto al filtraggio e alla trasmissione degli sms, è andato in un onda un messaggio d’auguri condito con una lunghissima bestemmia, che ha messo in serio imbarazzo i vertici RAI e che ha provocato una scontata pioggia di critiche e sceneggiate buoniste, specialmente da chi ha scarsa simpatia per l’azienda di viale Mazzini.

Volendo prendere le distanze dall’ipocrisia, vorremmo riportare l’attenzione su due momenti essenziali della questione: per prima cosa, per quale motivo condire con una bestemmia un sms di auguri; per secondo perché scandalizzarsi di fronte a un fenomeno ben evidente nel nostro paese, che ha bisogno di uno sforzo intellettuale di tutti per essere rimossi.
L’autore del messaggio è stato un ragazzo tarantino di 21 anni: prima gli amici lo scaricano ed è costretto a restare a casa l’ultimo dell’anno (tragedia …), poi il suo amato cane è spaventato a morte dai botti. Due buone ragioni per bestemmiare in faccia a tutto il mondo, no?

I critici e i moralisti, da canto loro, fanno piovere sul bagnato. La TV, pubblica e privata, non è nuova a gravissimi episodi del genere e non è punendo un tecnico che si risolve il problema.

Occorre riflettere sul fatto che la bestemmia è qualcosa d’insulso, di privo di senso, un puro nulla. E allora perché pronunciare quelle parole? Perché intercalare nel discorso tanta gratuita violenza?

Se dobbiamo imprecare o inveire contro qualcosa o qualcuno, lasciamo da parte la volgarità! Impariamo ad usare le tante espressioni alternative, che la nostra straordinaria lingua ci mette a disposizione.

Un buon inizio d’anno a tutti voi! S. B.

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I figli non sono come tu li vuoi

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Quante volte i genitori proiettano sui figli le proprie aspettattive? Quante volte i papà e le mamme crescono i figli nel tentativo disperato di foggiarli a propria immagine e somiglianza o secondo un modello predeterminato?

Il calcio è purtroppo il peggior miglior esempio di questa sciocca mentalità. Durante le partite, è normale assistere ad una casistica varia e quantomai patetica, che include il padre che dà consigli tecnici al proprio enfant prodige come se l’allenatore non esistesse, la madre che sbraita contro il difensore che ha atterrato il suo povero amore mio, il nonno che bestemmia contro il Numero 7, chiamandolo dolcemente sacco di m****, altri padri che s’insultanto durante l’elezione del migliore in campo, altre madri che arrivano alle mani (sic!) non trovando l’accordo sul più bello della squadra. Insomma, agli occhi dei genitori seduti in tribuna, i figli sono tutti fuoriclasse, epigoni di Maradona e Pelè.

In realtà, basta un briciolo d’intelligenza per capire quanto dannosi siano questi atteggiamenti dal punto di vista educativo. Il calcio è un momento di condivisione, di svago; l’attività atletica fortifica il corpo e potenzia la mente. Non è importante il risultato se c’è tutto questo. Soprattutto, i nostri figli non debbono ricompensare la retta d’iscrizione con gol, azioni, rigori, vittorie. Basta il loro sorriso, quando tornano a casa dagli allenamenti, o la gioia di giocare la domenica mattina.

Qualche giorno fa ho letto una notizia che deve essere di esempio per tutti: un giornalista di Magenta, Danilo Lenzo, un uomo lontano anni luce dal mondo del calcio, ha scoperto di avere un figlio talentuoso proprio per questo sport, così talentuoso da essere preso in una prestigiosa squadra giovanile.

Danilo Lenzo è un esempio che dobbiamo seguire: con intelligenza, non ha preteso che il figlio seguisse le orme paterne o materne, ma ha assecondato le sue naturali inclinazioni, aiutandolo e assecondandolo nel suo percorso di crescita. E non succederà niente se Ludovico non diventerà un campione, ma lascerà il calcio fra gli hobby. Quel che conta è la felicità stampata sui suoi occhi, quando la palla gli rotola fra i piedi.

Buon anno a tutti! S. B.

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L’inferiorità numerica non ferma i ragazzi di Mr. Brancozzi

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GROTTESE - PIANE DI MONTEGIORGIO 2 - 0
GROTTESE: De Simone, Ciuccarelli, Traini J., Traini M., Moscetta, Mame, Tassotti, Cappella, Galdo, Ungaro, Ascenzi (46′ Troka). All. Brancozzi.
PIANE DI MONTEGIORGIO: Converso, Mercanti, Kuinxhiu, Ripani, Giandomenico, Piergentili (81′ Del Dotto), Smerilli, Carlacchiani (70′ Battilà), Vitali, Campanari, Zucconi. All. Conti.
ARBITRO: Albertini di Ascoli Piceno
RETI: 48′ e 62′ Galdo
NOTE: Al 13′ espulso Moscetta; al 14′ De Simone para rigore a Vitali.

GROTTAZZOLINA. Grande vittoria per la Grottese che, in dieci uomini dal 13′ del primo tempo, supera la capolista Piane di Montegiorgio con una partita tutta cuore, grinta e sacrificio.

PARTONO forte gli ospiti ed al 13′ arriva l’episodio che potrebbe decidere l’incontro: Smerilli si libera bene in area e calcia verso la porta: Moscetta, per salvare la propria squadra dalla sicura marcatura ospite, sulla linea di porta intercetta la palla con la mano. Il direttore di gara Albertini di Ascoli Piceno (molto positiva la sua prestazione) non può far altro che decretare il calcio di rigore ed espellere il numero 5 locale. Al dischetto si presenta Vitali, ma il suo tiro è debole e centrale ed il bravo De Simone riesce a bloccare in due tempi. Il Piane di Montegiorgio, forte della superiorità numerica, continua ad attaccare ed al 33′ Smerilli, con un bel tiro dal limite dell’area, colpisce il palo della porta difesa da De Simone.

NELLA RIPRESA la Grottese getta il cuore oltre l’ostacolo ed i giallorossi si portano in vantaggio alla prima occasione: calcio d’angolo perfetto di Ungaro dalla sinistra e imperioso colpo di testa di Galdo, che batte l’incolpevole estremo difensore ospite Converso. Gli ospiti provano a reagire al gol subito ma al 62′ arriva il raddoppio della squadra di Grottazzolina. Devastante ripartenza di Troka (ottimo il suo apporto in campo) sulla fascia destra, assist al bacio per l’accorrente Galdo, che supera con una precisa conclusione il portiere ospite Converso.

IL PIANE DI MONTEGIORGIO sfiora il gol al 69′ con un tiro dal limite dell’area di Smerilli respinto da De Simone. La sfera arriva poi tra i piedi di Zucconi ma il suo tentativo termina sull’esterno della rete. All’ 89′ ultima occasione per gli ospiti ed è ancora il numero 7 Smerilli a provarci, ma il portiere locale De Simone riesce a deviare la palla sulla traversa; poi Traini J. (tra i migliori in campo) allontana la sfera, anticipando il tentativo di tap-in di Zucconi.

UNA VITTORIA davvero importantissima per la Grottese grazie all’apporto di tutta la squadra: tutti i giocatori hanno dato tutto e lottato con determinazione su ogni palla, nonostante l’inferiorità numerica per quasi tutta la durata dell’incontro. Il Piane di Montegiorgio, sfortunato, non è riuscito a sfruttare le occasioni avute durante l’arco della gara. Molto buono l’arbitraggio del Signor Albertini di Ascoli Piceno.

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Carassai - Grottese: un pareggio, all’insegna dell’equilibrio

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CARASSAI: Di Ruscio, Scartozzi, Pomili (84′ Pignotti), Cameli, Del Prete, La Grassa F., La Grassa A., Pulcini, Rossetti, Kunjxhiu, Pompei (64′ Marucci, 70′ Romanelli). All. Zappalà.
GROTTESE: De Simone, Traini J, Vallati, Traini M., Moscetta, Cappella, Tassotti, Mame, Galdo, Ungaro, Ascenzi (67′ Verducci). All. Brancozzi.
ARBITRO: Bonfini di Ascoli Piceno

Carassai, 10 gennaio. Termina a reti bianche il match tra Carassai e Grottese, valido per la seconda giornata di ritorno del campionato di seconda categoria girone G.

Buon primo tempo per i grottesi, che sfiorano il gol in un paio di circostanze, in particolar modo con Galdo, mentre i locali non impensieriscono mai il portiere giallorosso De Simone.

Nella ripresa il Carassai esce fuori dal guscio e la partita diventa più equilibrata con alcune chance sia da una parte che dall’altra. I locali ci provano con Pompei e Kunjxhiu, mentre la squadra di Grottazzolina va molto vicina al gol con Tassotti e Maicol Traini, ma il punteggio non si schioda e la sfida termina in parità sullo 0 - 0.

Con questo risultato i ragazzi di Mister Brancozzi conquistano il decimo risultato consecutivo, in attesa del big match di sabato prossimo (16 Gennaio), quando al “Picchi” di Grottazzolina sarà ospite il Piane di Montegiorgio, squadra attualmente in vetta alla classifica con quattro punti di vantaggio sui grottesi. F. M.

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Vittoria è la prima parola del nuovo anno. La Grottese batte l’Agraria per 1 - 0

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GROTTESE: De Simone, Ciuccarelli, Vallati, Cappella, Moscetta, Traini J., Verducci (62′ Mame), Ascenzi, Traini M., Galdo, Ungaro (87′ Troka). All. Brancozzi.
AGRARIA: Malacchi, Fabiani, Di Biagio, Gabrielli (84′ Lelli), Scarponi, Paoletti, Scacchia, Thiam (64′ Bartolomei), Palanca (74′ Sansoni), Rossi, Mamo Botana. All. Troiani.
ARBITRO: Belleggia di Fermo
RETI: 81′ Galdo

Grottazzolina, 5 gennaio. Nella prima giornata del girone di ritorno la Grottese ha superato di misura una buona Agraria. Primo tempo all’insegna dell’equilibrio con scarse occasioni da gol sia da una parte che dell’altra.

Nella seconda frazione la squadra di casa ha preso in mano le redini del gioco, ma ha faticato a superare l’ottima predisposizione difensiva della squadra sambenedettese. I locali ci hanno provato fino alla fine e la rete decisiva per le sorti dell’incontro è arrivata all’ 81′: Ungaro con una bella azione personale è stato abile nell’inserirsi tra le maglie della difesa ospite e, appena entrato in area, ha lasciato partire un tiro-cross, deviato in rete da Galdo con un tocco a pochi metri dalla linea di porta.

Nel finale l’Agraria si è portata avanti per conquistare pareggio, ma la squadra di Grottazzolina non ha corso
particolari rischi ed i giallorossi hanno conquistato tre punti molto importanti. Non c’è stato tempo per i locali di festeggiare visto che sabato sono tornati di nuovo in campo, ospiti dell’ostico Carassai. Molto buono l’arbitraggio del Signor Roberto Belleggia di Fermo. F. M.

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Il calcio non è una guerra

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Tutto lo sport, calcio compreso, non ha come primo obiettivo la vittoria, ma il gioco, il divertimento, lo stare insieme.

La vittoria non è un fine ma un tramite, la strada attraverso cui raggiungiamo lo scopo primario dello sport: l’entusiasmo, la bellezza del gesto atletico, la condivisione di momenti d’esaltazione.

Molte volte assistiamo ad una grande inciviltà: giocatori che simulano falli,
dirigenti che ricorrono a “mezzucci” per rubare il risultato in nome di una vittoria, che non ha senso se mancano i valori fondamentali, in primis la lealtà.

Occorre educare i ragazzi ai valori dello sport, affinché possano contribuire a
trasformare il calcio da sport vituperato dai benpensanti a simbolo della socialità umana.

Si comincia sempre dall’allenamento, che non è l’esercizio meccanico, per prepare i muscoli al gol; ma il rito settimanale che predispone la mente e il corpo al gesto atletico di squadra. Il gol è solo il coronamento di tutto questo, l’istante -
puntiforme - in cui tutta la squadra libera la propria energia.

Vorrei chiudere quest’anno con un augurio sincero: che il calcio possa abbandonare la sua fama di sport violento, volgare, mediocre ed assurgere a simbolo di pace e fratellanza universale. Lo sport, come tutte le altre manifestazioni dello spirito umano, ha il grande fine di unire le persone.

Buon Anno a tutti voi! S. B.

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